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11.05.2001, Ankh
R Come avrà potuto capire, il fenomeno OBE è davvero molto diffuso e, naturalmente, reale. Purtroppo continua ad essere perlopiù ignorato dalla scienza - tranne poche lodevoli eccezioni - e con esso tutta la fenomenologia fisica e psicologica che la precede e la accompagna. Fortunatamente però, una volta scoperto dove documentarsi, di materiale ce n'è in abbondanza. Il fenomeno da Lei sperimentato è una cosa comunissima, potenziale preludio della vera e propria OBE. Si tratta della ben nota "paralisi notturna", provata da moltissimi fra quanti si accingono a sperimentare coscientemente quello che in realtà avviene comunque più volte ogni notte, in modo automatico, durante l'addormentamento. Quando si approssima la fase REM del sonno (quella dei sogni e delle OBE), il cervello attiva un meccanismo fisiologico per cui tutto il nostro sistema muscolare volontario viene inibito, al fine di evitarci di mimare nel corpo fisico le azioni compiute in sogno. Il tentativo di prolungare la coscienza sino all'inizio della fase REM, però, ci fa accorgere di questa inibizione che, in mancanza di informazioni sulle sue cause, può essere vissuta da qualcuno anche con grande angoscia. Infatti in tal caso si innesca un feedback fisiologico per cui ogni forzatura dei movimenti si traduce in una inibizione ancora maggiore degli stessi. La difficoltà respiratoria ha la stessa causa, e anche qui può essere evitata non forzando mai il naturale ritmo respiratorio, e non cercando mai di espandere volontariamente il torace, come invece avviene lasciandosi prendere dalla paura: l'aria sarà sempre sufficiente proprio lasciando libero il diaframma di "fare come vuole". Quanto alle oscillazioni - ed eventualmente vibrazioni - si tratta della percezione delle sensazioni provenienti proprio dal corpo astrale che si sta liberando. Perciò Le faccio i miei complimenti per aver raggiunto questo punto col rilassamento perchè, proseguendo, subito dopo si verifica l'OBE. La prossima volta raccomanderei di non fare assolutamente la minima resistenza: si abbandoni con fiducia, mantenga la massima calma, e aspetti che passi. A conferma della frequenza di tali situazioni, e di come possano essere vissute male se non si sa cosa esse rappresentino, Le consiglierei di leggere i resoconti di esperienze molto simili alla Sua - ma vissute negativamente - alla pagina www.geocities.com/CapeCanaveral/Launchpad/7660/mail.htm, una traduzione di una mailing list americana sulle "paralisi notturne": se le leggerà forse vorrà convenire con me sul fatto che non è il caso di scomodare dèmoni, alieni, mostri, ecc., oppure di rivestire di significati religiosi quello che in realtà è solo l'inizio di una avventura bellissima.
19.02.2001, Andrea
R Mi complimento con Lei per aver "osato" provare la tecnica della forzatura. Questa è generalmente poco usata perchè tipicamente spaventa alquanto il soggetto (principiante) a causa del brusco sbandamento che provoca, causando con ciò un possibile successivo blocco. Ma Lei, da come mi scrive, non è nuovo a tali sensazioni, ed ha saputo ben controllare le sue emozioni. Certamente, tutte le sue esperienze, attuali e dell'infanzia, concorrono nell'indicarLa come una persona notevolmente dotata di capacità di proiezione, cosa di cui, credo, potrebbe essere ben lieto. Infatti una tale possibilità permette, se ben coltivata e ben praticata, una notevole espansione dei propri orizzonti, comunque intesi. Nell'infanzia è abbastanza comune che si abbia percezione di "sbandamenti", sensazione di espansione, dispercezioni propriocettive, ecc., poichè non si sono ancora impiantati i condizionamenti mentali che nell'adulto portano, a livello preconscio, a censurare ogni inizio di tali sensazioni: "io so che il mio corpo (fisico) è in questa posizione, quindi cancello ogni sensazione, evidentemente sbagliata, che mi dice diversamente". Ed infatti, l'essenza della tecnica per la proiezione consiste non tanto nell'atto di volontà di proiettarsi, quanto nella accettazione inconscia della sua possibilità reale, e delle sensazioni che si producono. Di più, la non totale accettazione di ogni sensazione per quello che è, porta alla necessità di un suo cammuffamento: una immagine ritenuta incongrua o impossibile secondo le leggi della realtà ordinaria, conduce ad una sua deformazione onirica, per renderla compensibile ed accettabile. Ho premesso questa considerazione per poterLe dirle che, a mio parere, le Sue sono a tutti gli effetti inizi di proiezioni, o proiezioni vere e proprie. Gli scettici potrebbero obiettare che trattasi semplicemente delle cosiddette immagini "ipnagogiche" (ossia di quelle immagini che si producono spontaneamente nel passaggio dalla veglia al sonno), ma non è il suo caso, perchè Lei afferma anche di non essere riuscito a spostarsi in posizione eretta, o a governare il suo "corpo". Tale impedimento è tipico della proiezione iniziale o parziale, mentre non sussiste quasi mai nel caso di una pura creazione onirica, nella quale si è liberi per antonomasia. A proposito della percezione del prato e dei fili d'erba, e fatta salva comunque la difficoltà nel controllo, desidero segnalarLe tre possibilità. Nella prima, più ovvia, Lei si è spostato spazialmente con il suo "astrale", librandosi su di un vero prato (una volta staccato dal fisico non c'è praticamente limite alla distanza percorribile). Nella seconda ipotesi, Lei è rimasto col corpo astrale nei pressi del corpo fisico, ma ha avuto una "visione" prodotta dalla ulteriore proiezione del corpo mentale verso un luogo reale (una sorta di chiaroveggenza). Nella terza possibilità, strana ma molto comune, Lei si è staccato, seppur di poco, dal corpo fisico, ed ha deformato oniricamente la reale percezione di un qualcosa nelle Sue immediate vicinanze: solo per fare un esempio, le fibre di crine o lana del materasso potrebbero essere diventate i fili d'erba! A mio avviso dunque Lei ha avuto una effettiva proiezione. É inoltre nel giusto quando ipotizza come impedimento al movimento una possibile mancanza di controllo del corpo psichico: in effetti il tipo di volontà che si esercita in astrale non è dello stesso tipo possibile nello stato di coscienza ordinaria: in "astrale" tutto è immediato, veloce, conseguente. E chi volesse aumentare il grado di controllo in "astrale" deve acquietare le sue paure, aumentare la consapevolezza, ecc., tutte cose teoriche in realtà molto difficili da pianificare ed eseguire: a mio avviso la cosa migliore è innanzitutto cominciare bene, predisponendosi al fenomeno nel modo giusto, non eccedendo in cibi e bevande e dormendo il più possibile. Finalmente poi si dovrà mantenere l'atteggiamento più idoneo al manifestarsi della proiezione, a prescindere dalla tecnica dolce o brusca usata, atteggiamento che è riassumibile così: divertirsi serenamente a curiosare, esplorando, tentando e ritentando, senza accanimento. Se non lo avesse già fatto, Le consiglio una attenta lettura della pagina le tappe dell'OBE, come utile guida al corretto atteggiamento nelle esplorazioni astrali.
14.08.2000, Barbara
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É senz'altro possibile ipotizzare che un'esperienza come la Sua possa nascere da una autosuggestione: si legge qualcosa al riguardo e, semplicemente, la si sogna. Però nel Suo caso, mi sembra di capire, non è stato così, Lei non aveva alcuna informazione sull'argomento OBE, almeno a livello cosciente (sta a Lei ricordare, per quanto Le è possibile, se sia proprio così) e tuttavia ha avuto l'esperienza in una delle modalità per così dire "standard".
19.06.2000, DDD, Sabaudia R La giusta respirazione è effettivamente molto importante, per tutti, ma soprattutto per chi abbisogna di molta energia da utilizzare in pratiche "esoteriche". É vero, esistono tecniche per acquisire energia extra (in quantità invero assai limitata) raccomandate nello sciamanismo o nello yoga, ma quelle sono pratiche abbastanza aliene a noi occidentali moderni, e che necessitano parallelamente di un adeguato stile di vita. Risulta assai più efficace e praticabile non sprecare l'energia che produciamo normalmente, eliminando o limitando alcune cattive abitudini. Il continuo pensare in sottofondo, detto anche dialogo interiore è una abitudine comunissima per quasi tutti, e brucia moltissima energia: è così importante eliminarlo che è fra i primi esercizi esoterici (in varie forme) di qualunque scuola iniziatica, ed anche Carlos Castaneda lo riporta nei suoi libri come un insegnamento basilare di Don Juan. Uno spreco ancor maggiore si ha lasciandosi andare alle cosiddette emozioni negative, ad esempio nella reazione (anche solo interna) di rabbia o stizza per qualcosa che ci irrita, nelle cose o negli altri; se vi poniamo attenzione, ci accorgeremo che ogni qualvolta ci si abbandona ad uno "scatto di nervi" poi si resta spossati. Tuttavia, l'indifferenza verso le cose irritanti è abbastanza difficile da praticare e richiede molta attenzione; manifestare le emozioni è una abitudine assai radicata e spesso è persino incoraggiata dall'infanzia, perchè vista come carattere forte. Attenzione però, non stiamo suggerendo di reprimere le emozioni, cosa che sarebbe anche dannosa, ma di trovare in sè ragioni per considerare inutile la reazione. Per far ciò occorre essere filosoficamente e profondamente convinti di varie cose, per esempio, che nessun evento determinante per la vita di una persona accade a caso, poi che ognuno è sempre convinto di fare realmente del suo meglio, oppure che nulla ha veramente importanza, ecc. Tutto questo è molto difficile: per qualcun altro (secondo il carattere) un'altra via più facile alla non-reazione negativa potrebbe essere la sola fredda considerazione che così conviene per gli scopi che ci si è prefissati. Comunque, quale che sia il metodo adottato, il risparmio di energia è tale che quasi sempre basta una sola giornata di relativo silenzio interiore affinchè, ad esempio, la notte sia più ricca di sogni - o meglio, si abbia più energia per ricordarli (richiamare i ricordi dall'attenzione del sogno richiede molta energia). Provare per credere! Per rispondere però con precisione alla domanda sul giusto modo di respirare dirò che 1) il respiro deve essere il più possibile calmo e profondo; 2) si dovrebbe sempre inspirare ed espirare solo dal naso; 3) ci si deve abituare a respirare con la parte bassa dell'addome e non con tutto o parte del torace come facciamo di solito (il torace andrebbe usato solo per la respirazione sotto sforzo); 4) durante le pratiche per accedere a stati alterati di coscienza dovremmo visualizzare il flusso dell'aria-energia che entra dalle narici e che pervade (come prana) tutto il corpo, e poi all'inverso, mentre viene espulsa. 5) nonostante quanto affermato da diverse discipline orientali, suggerisco (confortato dall'autorevole opinione di Gurdijeff) di non forzare mai il ritmo spontaneo della respirazione per troppo tempo, poichè ciò produce danni nell'equilibrio energetico del doppio eterico. Detto tutto questo, però, ribadisco che eliminare o ridurre le reazioni emotive negative, e far cessare il continuo dialogo interiore, sono le due cose in assoluto più pratiche ed efficaci, non per avere più energia, ma per sprecarne meno! E questo è più che sufficiente per quasi ogni scopo.
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