le erbe e le piante della salute
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ANETO
(Anethum graveolens)

Descrizione: pianta con radici fittonate, ha fusto cavo di colore verde chiaro, solcato, piuttosto esile. I fiori sono gialli, riuniti in ombrelle. La fioritura va dalla primavera all'estate; le foglie sono tri-tetrapennate con segmenti filiformi, lineari dotate di guaina. La pianta può raggiungere il metro di altezza. I suoi frutti, detti comunemente semi, sono formati da due acheni di colore giallo.

Ambiente: originaria dell'India, è una pianta coltivata fin dai tempi antichi per il suo profumo aromatico che ricorda il finocchio. Allo stato spontaneo si trova nei terreni abbandonati, nei prati, nei terreni asciutti, dalla pianura alla collina.

Raccolta: si utilizzano i frutti, ricavati raccogliendo a fine estate le ombrelle e facendole essiccare in luogo ombroso e ventilato.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: contiene un olio essenziale, l'anetolo, impiegato in farmacia come carminativo e vermifugo. Per combattere l'aerofagia, il meteorismo e facilitare la digestione si possono consumare i semi spargendoli in moderata quantità sopra le pietanze. L'aneto aumenta la secrezione lattea nelle donne che devono allattare.

Informazioni extra: è soprattutto una pianta aromatica e a questo scopo è stata utilizzata fin dai tempi antichi e tuttora la si coltiva. Il sapore piacevolmente piccante, la differenzia dal finocchio al quale somiglia. Viene utilizzato in liquoristica per preparare liquori, e in cucina per aromatizzare salse e carni alla griglia. Gli stessi semi servono anche ad aromatizzare l'aceto.
L'aneto si caratterizza per il profumo pungente e per le proprietà aromatico-medicinali, assai simili a quelle del cumino, del coriandolo, dell'anice e del finocchio.


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ANGELICA
(Angelica archangelica)

Descrizione: pianta dal grande portamento, ha fusto glabro, robusto, ramificato, dotato di striature rossastre. Le foglioline verdi si presentano più chiare nella pagina inferiore. Sono ovate, larghe, dentate. I fiori sono bianchi o giallo-verdastri in ombrelle spargole di 20-30 raggi alla sommità della pianta. E' una delle ombrellifere nostrane più grandi, potendo raggiungere il metro e mezzo di altezza.

Ambiente: diffusa in Europa nord-orientale, da noi è piuttosto rara e si rinviene lungo i ruscelli, nei luoghi umidi, nelle vallate montane fino a notevole altezza. L'angelica viene coltivata per essere utilizzata in pasticceria e liquoristica.

Raccolta: si utilizza la radice, raccolta nel primo autunno, i frutti estratti dalle ombrelle raccolte in piena estate e fatte essiccare, il fusto raccolto in estate, e le foglie raccolte a primavera quasi ultimata.

Precauzioni: il succo fresco irrita le mucose e la pelle. Da non confondere con ombrellifere velenose. L'olio essenziale se utilizzato in forti dosi è velenoso.

Uso: questa pianta è spesso coltivata per essere utilizzata in campo liquoristico e dolciario per le sue proprietà aromatiche amare. Contiene derivati della cumarina, tannino, resine, acidi aromatici, sostanze amare e zuccherine. Un tempo stimata dagli antichi, oggi la pianta, in campo terapeutico, gode di scarsa considerazione. Le sue proprietà principali restano comunque quelle toniche, digestive, calmanti.

Informazioni extra: l'angelica conosce un grande impiego in campo dolciario e liquoristico. Soprattutto in quest'ultimo entra in piccole dosi come componente di molti liquori e elisir dal sapore amaro a base di erbe. E' pure utilizzata in piccolissime percentuali per aromatizzare alcuni tabacchi da fiuto. Benchè oggi sia impiegata per confezionare liquori e in pasticceria, in tempi passati le sue proprietà salutari le avevano meritato il nome di erba degli angeli.


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ANICE VERDE
(Pimpinella anisum)

Descrizione: pianta dal fusto rotondeggiante e cavo all'interno, ha foglie basali lungamente picciolate di forma arrotondata, dentate e suddivise in lobi. I fiori sono di colore bianco raccolti in ombrelle spargole. La fioritura avviene in piena estate. Il frutto è un achemio. La pianta può raggiungere il metro d'altezza, ma generalmente non supera i 60 cm.

Ambiente: coltivato per i suoi frutti aromatici, l'anice si è talmente diffuso nella nostra Penisola da potersi considerare una pianta spontanea.

Raccolta: Si raccolgono con le forbici le ombrelle mature in agosto-settembre nelle prime ore del mattino allorchè la rugiada impedisce ai frutti di cadere. Quindi si stendono alla penombra per farle essiccare, a essiccazione avvenuta si battono delicatamente raccogliendo gli achemi.

Precauzioni: l'essenza dell'anice verde in forti dosi è tossica. In particolare modo se è stata esposta all'aria e alla luce.

Uso: l'anice verde è una pianta aromatica e come tale viene impiegata. Il suo caratteristico odore è dato dall'anetolo, un olio essenziale in esso contenuto. La pianta vanta anche delle proprietà stomatiche digestive. L'anice verde possiede proprietà galattofore, ossia favorisce la secrezione lattea nelle donne che devono allattare, inoltre il latte sarà piacevolmente profumato.

Informazioni extra: i frutti dell'anice verde servono per preparare liquori. In cucina possono essere sparsi come aromi sopra le vivande per renderle più profumate e facilmente digeribili. Per il buon sapore che l'anice lascia in bocca è anche utilizzato per preparare un dentifricio casalingo.


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APARINE
(Galium aparine)

Descrizione: pianticella dal fusto rampicante a sezione quadrata dotata di peli uncinanti, ramificato alla base. I fiori sono bianchi poco appariscenti, posti all'ascella delle foglie. La pianta può raggiungere il metro e mezzo di altezza.

Ambiente: si rinviene in macchie lungo gli argini, nei campi abbandonati, tra le siepi, nei boschi, diffuso dalla pianura alla collina.

Raccolta: si può utilizzare sia la pianta fresca che essiccata. In ogni caso la raccolta va fatta a fine primavera e dura tutta l'estate. L'essiccazione deve avvenire rapidamente in luogo asciutto per evitare cattive fermentazioni.

Precauzioni: nessuna in particolare

Uso: l'aparine possiede proprietà utili a combattere la cattiva circolazione e l'itterizia.

Informazioni extra: l'aparine non viene impiegata in cucina. In cosmesi l'infuso può essere utilizzato per combattere la foruncolosi. Nella medicina popolare quest'erba, che spesso diviene infestante, godeva fama di eccellente diuretico e si usava anche con una certa fede per combattere il cancro, ma su questo non esistono riscontri scientifici.


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ARANCIO AMARO e ARANCIO DOLCE
(Citrus aurantium)

Descrizione: alberello elegante dal portamento talvolta arbustivo, l'arancio ha foglie di color verde intenso, coriacee, ovali, con margine intero o finemente dentato. I fiori sono di colore bianco, piacevolmente profumati, grandi e di solito ermafroditi. Il frutto è un esperidio di grandi dimensioni di forma sferica o ovoidale, con scorza verde da giovane e di un bel colore aranciato a piena maturità. La pianta può raggiungere i 5 metri d'altezza

Ambiente: pianta originaria dell'Asia sud-orientale si è diffusa nell'Italia meridionale dove è intensamente coltivata, soprattutto in Sicilia, la varietà dolce. Questa varietà si coltiva pure lungo le coste tirreniche e in alcune zone lacustri del Nord-Italia. L'arancio amaro, benchè meno apprezzato nel sapore, dimostra proprietà assai simili all'arancio dolce. In campo fitoterapeutico le sue proprietà sono più stimate di quelle dell'arancio dolce.

Raccolta: dell'arancio dolce si utilizzano i frutti maturi, mentre dell'arancio amaro si impiegano le foglie, la buccia dei frutti, i fiori raccolti prima dell'apertura.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: l'arancio è pianta talmente nota che talvolta è facile scordare le proprietà salutari che possiede. Dalla buccia dei frutti si estrae per distillazione un olio essenziale. I suoi frutti sono assai ricchi di vitamina C, A, PP nonchè di vitamine del gruppo B. Il frutto maturo dell'arancio dolce è consigliato a quanti soffrono di scorbuto, e avitaminosi, e ai convalescenti. L'arancio è utile ancora nelle disfunzioni epatiche e nella fragilità capillare. Per tutti questi casi si consiglia di consumare due frutti al giorno. Ai sofferenti di insonnia e nervosismo si consiglia l'infuso di fiori di arancio amaro. Le scorze del frutto preparate aiutano le digestioni difficili.

Informazioni extra: oltre al vasto impiego in campo alimentare, la pianta si utilizza per estrarre essenze aromatiche. In cosmesi la polpa è un eccellente antirughe, mentre il succo dell'arancio amaro attenua le lentiggini.


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ARTEMISIA
(Artemisia vulgaris)

Descrizione: ha un busto erbaceo ramificato di colore bruno rossastro con striature marcate longitudinalmente. Le foglie sono monobipennate di colore verde intenso sulla pagina superiore e argenteo su quella inferiore. I fiori sono di colore giallognolo o marroni-rossastri poco evidenti e formano dei capolini raccolti in pannocchie. La fioritura avviene in estate e prosegue fino ai primi di autunno. La pianta raggiunge anche il metro e mezzo d'altezza ed è una delle più grandi composite che popolano il nostro Paese. Si riconosce facilmente per il caratteristico odore pungente e il sapore amarognolo.

Ambiente: assai frequente nei luoghi incolti, nelle praterie, infestante nei campi coltivati, è diffusa dalla pianura alla bassa montagna.

Raccolta: in estate si utilizzano le sommità fiorite e le foglie fatte essiccare in luogo ombroso. Conservare al riparo dalla luce.

Precauzioni: pianta tossica. Non somministrare la pianta a donne gravide. Rispettare scrupolosamente le dosi e non abusarne nel consumo. In dosi elevate può causare gravi intossicazioni anche mortali.

Uso: le sue proprietà medicinali si avvalgono delle sostanze amare in essa contenute che la rendono utile come aromatizzante, digestivo e stimolante dell'appetito. Proprio come stimolante dell'appetito è conosciuto e usato il vino di artemisia.

Informazioni extra: l'artemisia in cucina non trova impiego. L'artemisia è una pianta conosciuta fin dall'antichità, benchè sussistano dubbi sull'identità. Alcune popolazioni la utilizzavano bollita per fare dei pediluvi onde sollevare i piedi affaticati da un lungo cammino, e si usava porre qualche fogliolina della pianta nella scarpe credendo così di evitare la stanchezza. In altri tempi e luoghi si usava tenere in casa alcuni rametti di artemisia essiccati per allontanare i cattivi spiriti.


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ASSENZIO
(Artemisia absinthium)

Descrizione: presenta un fusto eretto solcato da scalanature. Le foglie bi-tripennate sono di colore verdastro nella pagina superiore e bianco-argentate nella pagina inferiore. I fiori sono gialli, riuniti in piccoli capolini e contenuti in un involucro verde biancastro. La fioritura avviene in estate. La pianta può raggiungere il metro d'altezza.

Ambiente: pianta spontanea diffusa dal mare alla montagna, cresce lungo i bordi di strade e sentieri, nei luoghi incolti. Molto frequente in Italia.

Raccolta: si utilizzano le sommità fiorite e le foglie fatte essiccare in luogo ombroso e ventilato.

Precauzioni: si eviti l'uso prolungato di assenzio. L'abuso è causa di gravi disturbi. L'essenza di assenzio è un veleno. L'assenzio è incompatibile con i sali di zinco, piombo, ferro. E' controindicato l'uso ai soggetti biliosi e sanguigni, nelle irritazioni gastro-intestinali, alle donne che allattano, nei soggetti tendenti a congestioni cerebrali. Ad alte dosi l'assenzio rivela le sue proprietà di droga e diventa piuttosto tossico per effetto del suo contenuto in tuiolo: tale sostanza, infatti, ha intense proprietà eccitanti sul sistema nervoso centrale e può produrre allucinazioni e manifestazioni epilettiche; ha inoltre una forte azione irritante sugli organi pelvici per via della quale ha trovato impiego in passato come emmenagogo e abortivo.

Uso: l'alto contenuto di principi amari rende l'assenzio utile a coloro che soffrono di disfunzioni digestive e inappetenza. Come vermifugo l'assenzio viene utilizzato in combinazione con l'aglio. Curioso l'impiego dell'erba per combattere le pulci dei cani e per allontanare le cocciniglie dal giardino.

Informazioni extra: l'assenzio non trova applicazione in cucina se non nella preparazione di alcuni aceti dal sapore amaro e nella confezione di liquori. Un tempo celebre, il liquore d'assenzio è oggi proibito in quasi tutti i Paesi, in quanto contiene un olio essenziale che in alte dosi è velenoso. La formula del liquore fu inventata nel 1798: è un liquore fortissimo (70-80 gradi alcolici), di color smeraldo, dava una straordinaria sensazione di forza e di lucidità e aveva fama di potente afrodisiaco. Divenne in breve la bevanda preferita dagli intellettuali parigini e un'intera generazione di scrittori e artisti si riconobbe nelle sue capacità di esaltazione e di abbrutimento. La produzione fu vietata e solo più tardi la Pernod lo rimise in vendita in Francia, con lo stesso nome (Pernod 45), ma con formula cambiata, trasformato ormai in un semplice liquore aromatizzato all'anice. L'assenzio è un erba comunissima che alcune volte raggiunge la frequenza dell'infestante. Conosciuta dal popolo che l'additava volentieri come termine di paragone per indicare qualcosa di veramente amaro. La pianta essiccata trovava impiego come antitarmico per conservare la lana.


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AVENA
(Avena sativa)

Descrizione: pianta dal fusto cavo dotato di internodi, ha foglie lineari munite di una guaina con una breve ligula dentata che avvolge il fusto. I fiori di colore verde, tutt'altro che appariscenti, sono posti per lo più in numero di due spighette pendule che a loro volta sono situate in una pannocchia terminale. La fioritura avviene in primavera. Il fusto può superare il metro e mezzo d'altezza.

Ambiente: pianta coltivata e conosciuta fin dai primordi dell'umanità, l'avena è un vegetale di importanza fondamentale per la vita dell'uomo e degli animali. E' coltivata in tutte le zone temperate d'Italia e del mondo.

Raccolta: si utilizzano i semi e la paglia raccolti allorchè la pianta ha completato il suo ciclo biologico.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: l'avena è una pianta che merita una stima assai più elevata di quella che di solito le si attribuisce. Il suo impiego può essere di giovamento in più di un'affezione, soprattutto quelle di petto e di gola, combatte anche le nefriti, l'anemia e in particolar modo le emorroidi. La farina d'avena rappresenta un ottimo alimento per i bambini e per le puerpere alle quali scarseggia il latte, ed è di grande giovamento per quanti soffrono di bruciori allo stomaco e disfunzioni digestive. L'impiego della farina d'avena è consigliato a quanti soffrono di diabete.

Informazioni extra: l'avena trova un vastissimo impiego in campo alimentare, sia umano che animale. Elemento fondamentale delle popolazioni nord-europee, combatte la stanchezza e dà vigore alla muscolatura. Si consuma sotto forma di farine, fiocchi, semi. La farina d'avena mescolata con quella di altri cereali, quali l'orzo e il frumento viene impiegata per confezionare creme nutrienti particolarmente adatte ai bambini nella fase di svezzamento. In campo estetico la farina d'avena viene impiegata come base per la preparazione di maschere nutrienti della pelle.


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