le erbe e le piante della salute
A2 B C1

torna all'indice

BARDANA
(Arctium lappa)

Descrizione: pianta dotata di una voluminosa radice cilindrica, ha un fusto robusto e ramoso, solcato da scanalatura. Le foglie di forma cordato-ovata, sono molto grandi alla base. Nella pagina superiore sono verdi, mentre in quella inferiore assumono tonalità grigiastre. I fiori di color porporino, poco appariscenti, sono assembrati in corimbi racchiusi in un involucro con brattee uncinate. La fioritura avviene in estate. La pianta può superare il metro e mezzo d'altezza.

Ambiente: è una pianta infestante, diffusa nei terreni incolti, vicino ai vecchi muri, nei sentieri, comune dalla pianura alla montagna.

Raccolta: si utilizzano le lunghe e grosse radici fresche raccolte in autunno estirpandole da piante che hanno 2 anni di età. Possono essere utilizzate anche le foglie, raramente i semi.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: pianta dalle grandi foglie carnose che possono essere impiegate in cucina lessate con altre verdure. Ai fini salutari si impiega principalmente la grossa radice che manifesta prorietà medicinali nei casi di dermatosi, foruncolosi, acne, piaghe in genere, ma svolge anche un'azione intensa contro gli acidi urici che vengono eliminati con la minzione.

Informazioni extra: la bardana è una pianta medicinale apprezzata fin dall'antichità. Le sue proprietà sono state confermate dai ricercatori moderni. E' una pianta biennale, usata sia in cucina che in cosmesi dove l'olio che se ne estrae serve a depurare le pelli grasse con tendenza all'acne.


torna all'indice

BASILICO
(Ocimum basilicum)

Descrizione: pianta dal fusto eretto con ramificazioni nella parte finale. Ha foglie peduncolate, opposte, a forma ovale appuntita, con margine intero o leggermente seghettato. A seconda della varietà esse possono essere di dimensioni piccole o grandi. I fiori sono bianchi o rosati. La pianta generalmente non supera il mezzo metro d'altezza.

Ambiente: pianta aromatica originaria dell'Asia, viene coltivata negli orti e nei giardini per il suo particolare profumo.

Raccolta: si utilizzano le foglie raccolte da primavera a tutta l'estate. Le sommità fiorite si raccolgono in estate. Il basilico va consumato preferibilmente fresco.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: oltre alle rinomate proprietà aromatiche che lo rendono prezioso in cucina, il basilico dimostra un discreto potere stimolante e eccitante. L'infuso si utilizza per le digestioni difficili, in caso di gotta e nei casi di superlavoro intellettuale, nei casi di stanchezza in generale. Sempre lo stesso infuso serve per fare gargarismi in caso di alito cattivo.

Informazioni extra: largamente usato in cucina, in campo estetico l'infuso di basilico può essere unito all'acqua del bagno per tonificare e profumare la pelle. Un tempo il basilico era ritenuto una pianta dalle virtù magiche e la sua raccolta veniva fatta rispettando una determinata prassi. Plinio il Vecchio considerava il basilico un afrodisiaco in grado di combattere anche gli attacchi epilettici. Nei rituali amorosi una fanciulla che si adornava con un rametto di questa pianta voleva significare compiacimento nei confronti del corteggiatore.


torna all'indice

BETONICA
(Stachys officinalis)

Descrizione: presenta un fusto quadrato, eretto. Le foglie sono peduncolate, in maggiore misura le basali. Hanno forma ovato-lanceolata con nervature alquanto marcate e margine crenato. I fiori sono di colore rosa porporino riuniti in spighe. La fioritura avviene in estate. La pianta può superare il mezzo metro di altezza.

Ambiente: pianta comune dei terreni silicei, predilige i prati ombrosi e il sottobosco. Cresce dalla pianura alla bassa montagna. Frequente nell'italia centro-settentrionale.

Raccolta: si utilizzano le radici e le foglie. Quest'ultime si raccolgono in estate e si fanno essiccare in luogo ombroso e ventilato.

Precauzioni: usare solo dietro prescrizione medica. La radice può causare vomito.

Uso: fra le qualità riconosciute ricordiamo quelle che servono a curare ulcere, piaghe, ascessi. Inoltre è un eccellente sudorifero e come tale è utile in tutte quelle affezioni che richiedono l'eliminazione di acidi urici come ad esempio la gotta.

Informazioni extra: nella medicina popolare la betonica trovava grande impiego. Conosciuta e stimata fin dai tempi antichi, era ritenuta un'importante pianta medicinale dalle proprietà addirittura magiche. Le foglie essiccate erano utilizzate un tempo per aromatizzare bevande e per preparare un tè. Era talmente conosciuta che il suo nome veniva affibbiato a quelle persone che sapevano tutto di tutti e in particolar modo alle comari.


torna all'indice

BETULLA
(Betula pendula)

Descrizione: pianta arborea dal fusto agile, corteccia bianca e liscia la quale tende a screpolarsi e sfogliarsi con l'avanzare dell'età. Le foglie si presentano romboiformi a base trapezoidale, con margine seghettato. I fiori maschili fioriscono in aprile-maggio e sono raccolti in amenti lunghi e pendenti; quelli femminili sono più brevi. La pianta può raggiungere i 25 metri d'altezza.

Ambiente: popola le regioni settentrionali europee, in Italia è abbastanza diffusa nelle zone montagnose. Talvolta viene coltivata nei giardini a scopo ornamentale.

Raccolta: si utilizzano le giovani foglie raccolte in estate e fatte essiccare all'ombra. Si utilizza pure la corteccia, le gemme e la linfa colta in primavera.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: la betulla possiede notevoli proprietà medicinali. L'infuso serve ottimamente per combattere gotta e renella, nonchè la cistite e reumatismi. La corteccia trova impiego come febbrifugo e contro il colesterolo.

Informazioni extra: in campo culinario la betulla non trova impiego, in campo estetico il decotto mescolato con olio di oliva serve a combattere la caduta dei capelli. Sempre il decotto viene utilizzato per combattere i casi di cellulite. Anticamente la sua linfa era ritenuta un rimedio efficacissimo contro i calcoli renali e della vescica, inoltre la scorza veniva utilizzata sia per confezionare scatolette e oggetti vari sia come esca per accendere il fuoco.


torna all'indice

BIANCOSPINO
(Crataegus oxyacantha)

Descrizione: arbusto spinoso, cespuglioso, con corteccia giallastra che inscurisce con l'età. Le foglie presentano lobi più o meno marcati. I fiori, riuniti in corimbi, sono piccoli, bianchi o rosati, assai profumati. Fiorisce in primavera. I frutti sono delle piccole drupe rosse dalla polpa farinosa ed ispida. La pianta raramente supera i 5 metri di altezza.

Ambiente: diffuso nelle regioni mediterranee, in Italia si rinviene nei boschi e nelle siepi dalla pianura alla montagna.

Raccolta: si utilizzano i fiori colti prima dell'apertura in primavera e i frutti a fine estate. Questi vengono fatti essiccare in forno.

Precauzioni: controindicato per chi soffre di bassa pressione arteriosa. Rispettare le dosi.

Uso: contiene flavoni, tannini e vitamina C. Le proprietà medicinali della pianta interessano in particolar modo quanti soffrono di arteriosclerosi, ipertensione, nervosismo, vertigini ed insonnia. A questo scopo si utilizzano gli infusi.

Informazioni extra: in cucina i frutti del biancospino vengono usati per confezionare una delicata marmellata, mentre in campo cosmetico il bagno di biancospino è apprezzato per le proprietà rilassanti.


torna all'indice

BISTORTA
(Polygonum bistorta)

Descrizione: dotata di rizoma, la bistorta ha fusto eretto, non ramificato, con nodi. Le foglie basali si presentano picciolate, lanceolate-oblunghe, di dimensioni maggiori rispetto alle superiori. Sono verdi nella pagina superiore e glauche in quella inferiore. I fiori rosa carnicino sono disposti in spighe. Fiorisce in primavera estate. La pianta può raggiungere il metro di altezza.

Ambiente: infestante dei pascoli e dei prati, ama i luoghi umidi. Frequente nelle regioni alpine ed appeniniche.

Raccolta: si utilizza il grosso rizoma ricurvo raccolto in autunno pulito e affettato per favorirne l'essiccazione al sole.

Precauzioni: evitare di porre la bistorta a contatto di recipienti in ferro.

Uso: questa pianta contiene: tannini, amidi, acido ossalico e gallico. Le sue proprietà sono astringenti, toniche, vulnerarie per cui viene impiegata nelle diarree, nelle perdite bianche delle donne, nelle emorroidi, nelle piaghe. A questi scopi si utilizza soprattutto il decotto.

Informazioni extra: la bistorta non trova particolari utilizzi in cucina, benchè talvolta i germogli bolliti in piccole dosi possono arricchire con il loro sapore piccante le verdure. Un tempo la pianta veniva impiegata anche nella lotta contro le malattie polmonari ed in particolare come tonico preventivo della tubercolosi.


torna all'indice

BORRAGINE
(Borago officinalis)

Descrizione: pianta con stelo peloso e ramificato. Le foglie, rugose di forma ovale, sono ricoperte di una fitta peluria e disposte in modo alterno. I fiori sono blu peduncolati assai vistosi a forma di stella, disposti a grappolo. La fioritura avviene da maggio a settembre. La pianta raggiunge il mezzo metro d'altezza.

Ambiente: assai diffusa in Italia, frequente negli incolti, nei campi, nelle vicinanze dei vecchi muri, si rinviene dal piano fino alla montagna.

Raccolta: si utilizzano le sommità fiorite, le foglie, i fusti succosi. La raccolta va fatta in estate a fioritura appena iniziata. La pianta può essere consumata fresca o essiccata.

Precauzioni: filtrare sempre accuratamente i preparati a base di borragine per eliminare i peli.

Uso: dimostra proprietà salutari discrete. Si impiega nelle malattie dell'apparato respiratorio, come raffreddori, bronchiti, pleuriti, per le quali si prepara il decotto. L'infuso si può utilizzare esternamente per fare gargarismi nei casi di infiammazione della cavità orale o nei casi di idropisia e artrite.

Informazioni extra: pianta forse sconosciuta in epoche antiche, perchè probabilmente introdotta in europa solo nel Medioevo. La borragine non trova particolare impiego in cucina mentre in campo estetico si può preparare un bagno decongestionante. Inoltre si dice, ma questo non è provato, che la borragine abbia il potere di suscitare il buon umore.


torna all'indice

BORSA DEL PASTORE
(Capsella bursa pastoris)

Descrizione: ha fusto eretto, esile. Le foglie basali formano una rosetta e possono presentare il lembo alquanto inciso. Le foglie del caule sono sessili e di forma lanceolata. I fiori sono piccoli e bianchi. La fioritura inizia in primavera e si protrae per tutta l'estate. Il frutto è una piccola siliqua di forma triangolare simile ad un cuore. La pianta può superare i 50 centimetri di altezza.

Ambiente: la borsa del pastore è una delle pi&ugravm; comuni infestanti dei prati, si rinviene un po' dappertutto: lungo i muri, negli incolti, sui sentieri, tra i coltivi. E' diffusa dalla pianura alla montagna.

Raccolta: la pianta si coglie durante tutto l'arco dell'anno, benchè sia preferibile raccoglierla appena prima della fioritura. Si utilizza la parte aerea della pianta fresca o essiccata. Non usare le radici.

Precauzioni: controindicata per chi soffre di bassa pressione arteriosa. Rispettare le dosi.

Uso: è ricca di tannini che la rendono preziosa nel caso di mestruazioni copiose e varici, contro le emorroidi e nelle diarree. Le foglie basali colte fresche e tritate finemente si possono applicare su piccole ferite per facilitarne la cicatrizzazione.

Informazioni extra: questa comunissima infestante è facilmente riconoscibile anche all'occhio inesperto perchè il caratteristico frutto ricorda vagamenta la bisaccia di un pastore, e da qui trae il nome.


torna all'indice
A2 B C1