le erbe e le piante della salute
E F G

torna all'indice

FARFARA
(Tussilago farfara)

Descrizione: in primavera la pianta emette dal rizoma dei fusti fioriferi ricoperti di squame, cotonosi. Le foglie basali sono piuttosto grandi, cuoriformi, glabre nella pagina superiore, cotonose in quella inferiore, con margine rozzamente dentato. Esse spuntano solo dopo che la pianta ha fiorito. I fiori sono di colore giallo paglierino intenso. La fioritura avviene a fine inverno, inizio primavera. La pianta è alta 20-30 centimetri.

Ambiente: pianta piuttosto comune, si rinviene nei terreni umidi e in quelli fangosi e acquitrinosi sia in pianura che in montagna.

Raccolta: si utilizzano i fiori colti all'inizio della fioritura e le foglie giovani colte in primavera. Possono essere impiegate anche le radici.

Precauzioni: se ne sconsiglia l'uso prolungato. Filtrare accuratamente i preparati.

Uso: la farfara contiene sostanze amare, mucillagini, saponine, tannini, un olio essenziale e discrete quantità di sali minerali. La droga, dal sapore amarognolo, ha proprietà espettoranti e antinfiammatorie, e si usa dunque per combattere le affezioni delle vie respiratorie, i raffreddori e le bronchiti.

Informazioni extra: è detta anche Tussilagine. In cucina la farfara trova solo qualche impiego sporadico di nessuna importanza. Le foglie essiccate, invece, possono essere fumate per combattere l'asma (ovviamente solo per chi già fuma!). Il succo serve a combattere il catarro bronchiale dei fumatori.


torna all'indice

FARFARACCIO
(Petasites hybridus)

Descrizione: pianta dotata di fusto scaglioso, cavo all'interno. Le foglie sono di colore verdastro, lanuginose nella parte inferiore, grandi, dotate di lungo peduncolo, ovato-cordate, con dentatura irregolare. Esse si sviluppano a fioritura avvenuta. I fiori sono rosei, riuniti in spighe apicali. La fioritura avviene in primavera. La pianta può raggiungere il metro d'altezza, e non si può fare a meno di notarla quando si passeggia lungo i torrenti alpini a causa delle enormi foglie.

Ambiente: frequente lungo i bordi dei ruscelli e dei fiumi, dei fossati, nelle zone umide delle Alpi e degli Appennini. E' diffusa dalla pianura alla montagna.

Raccolta: si utilizzano i fiori e le foglie raccolti in primavera e le radici.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: la pianta contiene, oltre che mucillagini e resine, un principio terapeutico di nome petasina il quale sembra possedere discrete qualità. Per uso esterno le grandi foglie vengono usate, tritate o intere, per alleviare bruciature ed infiammazioni. Le foglie fresche tritate possono essere applicate, unitamente al succo, sulle piaghe. L'infuso, invece, viene utilizzato nei casi di tosse come espettorante e per combattere le forme bronchiali.

Informazioni extra: in cucina il farfaraccio non trova applicazione, mentre le foglie si possono applicare sul viso perfettamente pulito per combattere gli arrossamenti della pelle. L'appellativo petasites che gli viene attribuito, deriva dal nome di un cappello alla cui forma richiamano le grandi foglie cuoriformi della pianta.


torna all'indice

FINOCCHIO SELVATICO
(Foeniculum vulgare)

Descrizione: ha fusto eretto, ramificato. Le foglie bi-tripennate hanno lobi filiformi e sono attaccate al fusto mediante una guaina. I fiori sono di color giallo riuniti in vistose ombrelle apicali. La fioritura avviene in estate. I semi sono di colore scuro, scanalati. La pianta può superare un metro e mezzo d'altezza.

Ambiente: il finocchio selvatico ama le colline esposte al sole, i luoghi asciutti, le regioni costiere e sub-montane dell'Italia Centro-Meridionale. Più raro nell'Italia Settentrionale.

Raccolta: si utilizzano le foglie fresche, e i semi che si raccolgono a fine estate. Raramente si utilizza la radice essiccata colta alla fine del primo anno.

Precauzioni: rispettare scrupolosamente le dosi prescritte.

Uso: il finocchio, pianta assai usata nelle regioni mediterranee per aromatizzare carni e pietanze, oltre sali minerali e vitamine, contiene un'essenza, l'anetolo, che si concentra in particolar modo nei semi e favorisce la digestione. Le sue proprietà sono varie: tra queste ricordiamo che l'infuso stimola la secrezione lattea nelle puerpere e riduce la sensazione di nausea.

Informazioni extra: oltre ad aromatizzare carni e pietanze, con il finocchio si confeziona un eccellente liquore carminativo e diuretico. I semi di finocchio pestati ed uniti ad argilla verde ventilata servono per preparare un dentifricio che rinfresca l'alito e rinforza le gengive.


torna all'indice

FIORDALISO
(Centaurea cyanus)

Descrizione: pianta dal fusto eretto, ramoso, ricoperto da una breve peluria. Le foglie superiori sono di forma lineare lanceolata, quelle inferiori sono pennatopartite. Hanno colore verde-grigiastro I fiori sono dei capolini terminali di un bel blu intenso. La fioritura avviene in primavera-estate. Il frutto è un achenio di colore biancastro. La pianta può raggiungere i 70 centimetri d'altezza.

Ambiente: il fiordaliso è un'infestante del frumento e dei cereali. I suoi fiori blu contrastano piacevolmente con il rosso acceso dei papaveri ai quali spesso si accompagna. Frequente anche nei prati, il fiordaliso è diffuso dalla pianura alla montagna.

Raccolta: si raccolgono i fiori e le parti aeree della pianta. La pianta va fatta essiccare in luogo ventilato ed ombroso.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: questa pianticella dimostra discrete proprietà terapeutiche. In particolare il fiordaliso si impiega per uso esterno per combattere le congiuntiviti e per tenere riposati gli occhi. L'infuso può essere impegato nelle leggere infiammazioni. Il decotto, invece, dimostra proprietà depurative e diuretiche.

Informazioni extra: in cucina il fiordaliso non trova impiego mentre in campo cosmetico può essere usato per tonificare le pelli delicate. Nei rimedi popolari l'infuso di fiordaliso era consigliato nei casi di forfora e per dare maggior lucentezza ai capelli grigi.


torna all'indice

FRAGOLA
(Fragaria vesca)

Descrizione: pianticella dotata di rizoma dal quale si dipartono stoloni superficiali pelosi dotati solo per il primo anno di foglie. Queste sono picciolate, composte da tre foglioline ovate con margine seghettato e peli lucenti. I fiori, di colore bianco, appaiono il secondo anno. La fioritura avviene in primavera-estate. Il falso-frutto, detto comunemente fragola, è un ricettacolo polposo, ovoidale, di color rosso acceso. La pianta è alta circa 20 centimetri.

Ambiente: predilige le radure di montagna, i boschi, le siepi. Frequente nelle zone alpine fino ai 1500 metri d'altezza.

Raccolta: si utilizzano le foglioline tenere raccolte in primavera, i frutti maturi ed il rizoma raccolto prima che germogli.

Precauzioni: sconsigliata ai diabetici, ai sofferenti di eczema e di orticaria. Non consumare in caso di allergia.

Uso: questa pianta non è solo ricca di sapore, ma fornisce discrete percentuali di vitamina C, B1 e B2, di sali minerali e proteine. Foglie e radice, inoltre, contengono la fragarina, una sostanza dalle proprietà astringenti. L'infuso di foglie è anche un ottimo diuretico e depurativo.

Informazioni extra: nella tradizione popolare la fragola era fatta oggetto di virtù magiche: per evitare il morso dei serpenti, si doveva raccogliere le foglie il 24 giugno (giorno di San Giovanni Battista), farle essiccare al sole e confezionare con esse una cintura: nessuna serpe avrebbe osato avvicinarsi.


torna all'indice

FRASSINO
(Fraxinus excelsior)

Descrizione: elegante albero dalla scorza grigia, liscia nei soggetti giovani, screpolata in quelli più vecchi. Il tronco è eretto e porta robusti rami con evidenti gemme di colore nero. Le foglie, dotate di peduncolo, sono opposte, imparipennate, recanti 9-15 foglioline lanceolate a margine seghettato, di color verde intenso nella pagina superiore e più chiare in quella inferiore. I fiori poco appariscenti, bruno-rossastri, sono riuniti in pannocchie. La fioritura avviene in primavera. Il frutto reca un unico seme alato. La pianta può raggiungere i 30 metri d'altezza.

Ambiente: il frassino cresce spontaneo nelle zone collinari e boscose dell'Italia Centro-Settentrionale. Predilige i terreni freschi e fertili. E' diffuso dalla pianura fino alla prima montagna.

Raccolta: si utilizza la corteccia asportata dai rami di 2-3 anni a primavera e le foglie raccolte a fine primavera-estate, fatte essiccare senza peduncolo, e i semi.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: la corteccia e le foglie del frassino hanno proprietà diuretiche, lassative, e inoltre vengono utilizzate per curare i dolori reumatici e per combattere il colesterolo. Il decotto di corteccia è un eccellente febbrifugo.

Informazioni extra: in campo estetico il decotto di frassino può essere utilizzato per detergere le pelli grasse e i punti neri. Il legno di frassino, di colore chiaro, è ottimo per lavori di falegnameria. E' alquanto duro ed elastico e un tempo veniva molto utilizzato per fare mobili e sci. In epoca pagana era un albero sacro e come tale veniva venerato dalle popolazioni del Nord-Europa.


torna all'indice
E F G