le erbe e le piante della salute
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GALLIO o CAGLIO o ERBA DA CAGLIO
(Galium verum)

Descrizione: pianta dotata di rizoma strisciante, ha fusto eretto appena ramoso. Le foglie sono assai strette, lineari, verticillate. I fiori di colore giallo intenso, sono piccolissimi, raccolti in pannocchie apicali. La fioritura avviene in estate. La pianta può superare i 50 centimetri d'altezza.

Ambiente: diffusa in Italia, è frequente nei luoghi erbosi, lungo i viottoli, negli incolti, sulle colline fino alla montagna.

Raccolta: in estate si raccolgono gli apici fioriti e si fanno essiccare in luogo semi-ombroso e ventilato. La conservazione non deve protrarsi per molto perché le proprietà medicinali non hanno una lunga durata.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: può essere impiegata come diuretico, come antispasmodico, come equilibratore del sistema nervoso. Per uso esterno la pianta può essere impiegata per combattere le dermatosi e le affezioni della pelle in genere.

Informazioni extra: la radice e i fiori del gallio venivano usati un tempo per tingere i tessuti. Il gallio, utilizzato fresco, contiene un buon numero di sostanze acide che hanno la proprietà di far cagliare il latte. Infatti, il gallio era conosciuto anche come Caglio o Erba da caglio ed era usata un tempo dai pastori per preparare il formaggio.


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GENEPI
(Artemisia genipì, A. glacialis, A. spicata, A. mutellina)

Descrizione: pianticella erbacea con la base del fusto in parte lignificata. Le foglie sono 2-3 pennatosette, picciolate, di color bianco argenteo, setose con segmenti pressoché lineari. I fiori sono di colore giallo riuniti in capolini. La fioritura avviene in estate. La pianta è alta circa 10-15 centimetri.

Ambiente: pianta caratteristica delle regioni alpine, cresce abbarbicata tra i massi in piccoli ciuffi ad altezze comprese tra i 1500 e i 3000 metri.

Raccolta: a scopo medicinale si utilizzano la pianticella fiorita raccolta all'inizio della fioritura e fatta essiccare in luogo ombroso e ventilato. Si può impiegare anche la radice raccogliendola in estate.

Precauzioni: attenersi scrupolosamente alle dosi indicate.

Uso: l'artemisia genipì e le altre varietà consimili sia nell'aspetto che nelle proprietà (glacialis, spicata, mutellina) sono venute alla ribalta in un passato abbastanza recente. Attualmente se ne pratica la coltivazione a quote basse, anche perché in molte zone alpine questa pianta rientra tra le specie protette. Le proprietà del genepì e delle varietà consimili s'incentrano sui principi amari in esse contenuti che le rendono eccellenti per confezionare aperitivi e digestivi. Inoltre può essere utilizzato per combattere le affezioni dell'apparato respiratorio.

Informazioni extra: in cucina non viene impiegato, mentre nel campo cosmetico può essere utilizzato per detergere le pelli grasse e combattere i punti neri. I montanari utilizzano le molte specie di genepì macerandole nella grappa, ottenendone un liquore stomachino che sembra abbia la capacità di guarire il mal di montagna.


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GENZIANA MAGGIORE
(Gentiana lutea)

Descrizione: pianta con grossa radice cilindrica assai lunga di color bruno-giallastro. Il fusto è eretto. Le foglie di grandi dimensioni sono ovali, opposte, peduncolate corte quelle inferiori, sessili quelle superiori, solcate da nervature convergenti all'apice. I fiori di colore giallo sono posti in numero da 3 a 10 all'ascella foliare. La fioritura avviene in estate. La pianta può raggiungere i 120 centimetri d'altezza.

Ambiente: cresce nei prati e nei pascoli delle Alpi e degli Appennini, dall'alta collina fino ai 2500 metri di altezza.

Raccolta: si utilizza la radice raccolta da settembre a novembre, essiccata finché spezzandola non riveli all'interno il tipico colore giallo. Il sapore della droga è dapprima dolciastro e quindi piacevolmente amarognolo.

Precauzioni: attenersi scrupolosamente alle dosi e alle modalità prescritte. In dosi elevate la genziana danneggia la digestione e causa vomito. Sconsigliato l'uso alle gestanti. Mai usare la radice di genziana maggiore fresca, perché velenosa. Mai confondere la genziana maggiore con il veratro bianco o l'elleboro bianco che sono velenosi.

Uso: la genziana maggiore è una pianta che cresce nei pa{coli e nei prati concimati di montagna. Di essa si utilizza la radice essiccata che ha un caratteristico sapore amarognolo conferitole da alcune sostanze amare in essa contenute, in particolare da un eteroside amaro, la genziopicrina. Il decotto di radice di genziana si utilizza sia contro l'inappetenza sia nei casi di stanchezza fisica ed intellettuale.

Informazioni extra: in cosmesi l'infuso di genziana si usa per detergere le pelli grasse e lentigginose. Con la radice si preparano ottimi liquori dalla funzione digestiva. Nei rimedi popolari la genziana veniva usata per combattere la febbre del cane.


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GINEPRO
(Juniperus communis)

Descrizione: arbusto legnoso o basso alberello dal portamento talvolta strisciante, altre volte eretto. Le foglie aghiformi, appuntite, disposte tre a tre, sono solcate da una linea chiara nella pagina superiore. I fiori di colore giallo-verdastro, pressoché insignificanti, sono disposti in prossimità dell'ascella foliare. La fioritura avviene in primavera. I frutti, detti coccole, sono piccole bacche sferiche di colore verde il primo anno, e nero bluastre il secondo allorché giungono a maturazione. La pianta può raggiungere i 5 metri d'altezza.

Ambiente: è una pianta indigena della Penisola. Cresce lungo i pendii collinari e montani. Nei terreni magri prende le forme di un cespuglio, mentre nelle vallate e nei giardini assume l'aspetto di un alberello.

Raccolta: si utilizzano i rametti fogliosi e soprattutto le coccole raccolte in autunno mediante scuotimento della pianta. Queste vengono fatte essiccare in luogo ventilato evitando la formazione di muffe.

Precauzioni: in dosi elevate i frutti possono provocare irritazione all'apparato urinario. Astenersi in caso di infiammazioni renali. Vietato alle donne gravide e negli stati infiammatori del tubo digerente.

Uso: le coccole del ginepro si fanno apprezzare soprattutto per le proprietà aromatiche utili ad insaporire le carni e a confezionare liquori. Nei confronti dello stomaco il ginepro svolge una funzione stimolante e curativa. Si usa contro il meteorismo e i bruciori di stomaco, per combattere i reumatismi, come diuretico e come regolatore delle mestruazioni.

Informazioni extra: il ginepro è tuttora una pianta apprezzata dai montanari che ne utilizzano le bacche per aromatizzare grappe ed arrosti. I cacciatori non ignorano che i tordi sono ghiotti di coccole di ginepro e che la loro carne assume per questo un sapore particolarmente prelibato. Nell'allevamento dei bachi da seta, i rami di ginepro vengono arsi per disinfettare i ricoveri.


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GRAMIGNA
(Agropyron repens)

Descrizione: erba infestante dotata di lunghi rizomi che emettono con estrema facilità fusti eretti ruvidi. Le foglie, strettissime, sono ricoperte di peli sulla pagina superiore. I fiori, dotati di spighe, di colore verde, sono assembrati in spighette piatte. La fioritura avviene in state. La pianta può superare il metro di altezza.

Ambiente: infestante dei luoghi umidi, predilige i terreni argillosi. Diffusa dal piano fino alla montagna.

Raccolta: si utilizza il rizoma, raccolto in primavera o a fine estate e fatto essiccare al sole.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: ha insospettate qualità mediche che la fanno preziosa e stimata nella fitoterapia. Il decotto di gramigna svolge un'eccellente azione diuretica, emolliente, depurativa e correttiva del sangue, e si raccomanda in tutti i casi di malattie infiammatorie del fegato, della milza, delle vie urinarie, nella gotta, nell'artrite e nell'eczema.

Informazioni extra: la gramigna è un'erba difficilissima da estirpare a causa del rizoma che dividendosi in tante parti genera nuove piante. Essendo da sempre conosciuta per le proprietà di infestante, è per questo portata come termine negativo. I cani ne ingoiano le foglie per liberarsi lo stomaco, mentre cavalli ed asini ne traggono giovamento dal consumo.


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