torna all'indice
IPERICO
(Hypericum perforatum)
Descrizione: pianta dotata di corto rizoma,
possiede fusto eretto, ramificato. Le foglie sono opposte, di forma ovata o oblunga,
picchiettate di minuscole ghiandole trasparenti che in controluce sembrano forellini. I
fiori sono di colore giallo carico riuniti in una sorta di corimbo. La fioritura avviene
in estate. La pianta può raggiungere il metro d'altezza.
Ambiente: pianta comune, cresce nei terreni asciutti, lungo i margini delle strade,
ai bordi dei campi, nelle radure. E' diffusa dalla pianura alla montagna.
Raccolta: si utilizzano le foglie e le sommità fiorite raccolte in estate e fatte
essiccare in fasci non stretti in luogo ombroso e ventilato.
Precauzioni: nessuna in particolare.
Uso: contiene un olio
essenziale, eterosidi, flavonici e tannini. Le proprietà medicinali della pianta sono
numerose: per uso locale l'infuso dimostra un'azione analgesica e antisettica. L'olio
viene utilizzato per curare le ferite, per massaggiare le parti indolenzite da sciatiche,
artriti e reumi. Invece il vino d'iperico si usa principalmente nelle forme asmatiche.
Informazioni extra: l'iperico della specie perforatum è detto anche Erba di S. Giovanni. Deve l'appellativo "perforatum" alla grande quantità di ghiandole che ne picchiettano la superficie. Non trova impiego in campo culinario. L'infuso può essere utilizzato in caso di cuperose ed arrossamenti. L'olio essenziale in cosmesi si usa per dare tono alla pelle avvizzita.
torna all'indice
IPPOCASTANO
(Aesculus hippocastanum)
Descrizione: albero dal portamento maestoso, ha
corteccia scura e screpolata, e chioma rotondeggiante e fitta, rami poderosi. Le foglie, dotate di lungo picciolo, hanno forma digitata con 5-7 foglioline ovate e dentate. I fiori
sono bianchi, punteggiati di giallo e rosso, raccolti in grappoli vistosi. La fioritura
avviene in primavera. L'albero può raggiungere i 30 metri d'altezza. Il frutto è una
capsula verde spinosa che si apre in tre valve contenente 1-2 grossi semi marroni.
Ambiente: originario dell'Asia, l'ippocastano venne introdotto in Europa verso il
1500. Attualmente coltivato come pianta ornamentale nei giardini, nei parchi, lungo i
viali, vicino a chiese e monumenti.
Raccolta: si utilizzano la corteccia dei rami, le foglie e i semi, assai simili
alle castagne ma di dimensioni più grandi, raccolti maturi in autunno, pelati e fatti
essiccare al sole.
Precauzioni: usare solo dietro prescrizione medica. Mai consumare la scorza e la corteccia di frutti e semi, nè i frutti e i semi freschi, perchè sono tossici.
Uso: questa pianta è ricca di tannini, saponine e glucosidi. Viene
utilizzata come bagno a causa della sua proprietà di mantenere elastici i vasi sanguigni, quindi aiuta quanti soffrono di problemi circolatori. Contro le varici, le emorroidi, i geloni si possono utilizzare le foglie ridotte ad un unguento.
Informazioni extra: l'ippocastano non viene utilizzato in cucina mentre i suoi frutti
vengono vantaggiosamente impiegati per la cosmesi casalinga. L'ippocastano è conosciuto
anche come castagna dei cavalli. Tale definizione gli deriva probabilmente dal fatto che i
turchi erano soliti curare l'asma cavallina somministrando alle bestie i semi della
pianta. Nel folklore italiano si crede che per combattere i raffreddori bisogna conservare
in tasca due semi di ippocastano.
torna all'indice
ISSOPO
(Hyssopus officinalis)
Descrizione: pianta dotata di fusti quadrangolari,
ascendenti, ramificati. Ha foglie opposte di forma oblunga-lanceolata, con nervatura
evidenziata. I fiori di un bel colore blu-violetto, sono raccolti in spighe alle ascelle
foliari. La fioritura avviene in estate. La pianta può raggiungere il metro d'altezza.
Ambiente: pianta spontanea, diffusa nei climi temperati e miti, predilige le zone
soleggiate della collina e della montagna, i terreni sciolti, asciutti, sassosi. Talvolta
la pianta viene coltivata negli orti per le proprietà aromatiche.
Raccolta: si utilizzano le foglie e le sommità fiorite raccolte all'inizio della
fioritura, essiccate in luogo ombroso e ventilato e conservate in luogo asciutto.
Precauzioni: in dosi elevate l'essenza può causare crisi epilettiche in individui predisposti. Controindicato per chi soffre di malattie nervose.
Uso: l'issopo oltre che essere una pianta medicinale, viene impiegato per
aromatizzare alcune pietanze in cucina. La pianta contiene un olio essenziale, tannini e
un glucoside flavonico, la diosmatina. A scopo medicinale la pianta può essere
utilizzata sotto forma di infuso per curare la tosse, il catarro bronchiale, l'asma e il
raffreddore.
Informazioni extra: in cucina viene utilizzato per aromatizzare minestre, frittate e carni.
In campo industriale viene impiegato per aromatizzare liquori e aceti. L'infuso può
essere bevuto come se fosse un tè per tonificare il sistema nervoso e per alleviare gli
stati ansiosi. Lo stesso infuso allevia la tosse e la raucedine, stimolando l'appetito e
facilitando la digestione.
H I L
torna all'indice