le erbe e le piante della salute
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OLIVO
(Olea europaea)

Descrizione: albero sempreverde dal caratteristico portamento, spesso ha tronco contorto. Le foglie sono opposte, di color verde scuro nella pagina superiore e argentate in quella inferiore, hanno forma lanceolata e consistenza coriacea. I fiori, insignificanti, sono di colore bianchiccio e stanno riuniti in racemi (grappoli). Il frutto è una drupa carnosa di forma ovale ricca d'olio, con all'interno un grosso seme duro. La pianta può superare i 10 metri d'altezza e raggiungere età ultramillenarie.

Ambiente: albero che allo stato selvatico è diffuso nell'area mediterranea a clima temperato, tanto da essere la pianta più rappresentativa dell'intero areale. Le varietà di olivo possono trovarsi sia in pianura che in collina, vicino al mare e sulle coste mitigate dei laghi prealpini.

Raccolta: si possono utilizzare le foglie e la corteccia, ma sono soprattutto i frutti ad essere impiegati. Si raccolgono da novembre a gennaio e possono essere usati in varie maniere. Dai frutti si ricava l'olio di oliva di cui in campo medicinale e dietetico si considera solo quello estratto con pressione a freddo.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: l'olivo offre una gamma di proprietà alimentari e salutari davvero vasta. Prima di tutto l'olio ottenuto dalla spremitura a freddo dei frutti è un importante alimento dietetico, che può vantaggiosamente sostituire tutti gli altri tipi di condimenti più indigesti. Usato crudo è facilmente digeribile; un cucchiaio al mattino a digiuno è un ottimo lassativo. Il decotto di foglie è ipotensivo, astringente e si consiglia a quanti soffrono di gotta, reumatismi ed ipertensione arteriosa.

Informazioni extra: la pianta ha avuto ed ha tuttora un enorme significato come base alimentare per le popolazioni mediterranee. Ingrediente fondamentale in cucina, in cosmesi si può utilizzare per preparare linimenti, per ammorbidire la pelle e nutrire i capelli. Oltre alle tanto apprezzate drupe, l'olivo fornisce un ottimo legno utilizzato in falegnameria per la tonalità della vena. Purtroppo ha il difetto di essere fragile, il che rende difficoltosa la lavorazione. I rami sono, invece, un eccellente combustibile per forni, capace di conferire a carni e pane un sapore particolare.


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OLMARIA
(Filipendula ulmaria)

Descrizione: pianta dotata di fusto eretto, robusto, con sfumature rossicce. Le foglie sono pennate, diseguali, con margine dentato. I fiori sono di colore bianco giallognolo riuniti in corimbi. La fioritura avviene in estate. La pianta può raggiungere 1,80 metri di altezza.

Ambiente: poco frequente in Italia, assente nelle zone tipicamente mediterranee, l'olmaria si può rinvenire lungo i fossati, i torrenti, nei terreni umidi dell'Italia del nord, dalla pianura alla montagna fin oltre i 1500 metri di altezza.

Raccolta: della pianta si utilizzano soprattutto le foglie e le sommità fiorite raccolte a fioritura iniziata e fatte celermente essiccare in luogo asciutto. Meno frequentemente si utilizzano le radici essiccate.

Precauzioni: non si deve mai far bollire la pianta.

Uso: è preziosa per i suoi contenuti di composti salicilici nella cura dei dolori. L'infuso si utilizza contro reumatismi e gotta, contro l'idropisia, l'arteriosclerosi, la litiasi, combatte la nefrite, facilita l'eliminazione degli acidi urici.

Informazioni extra: scarsi sono gli impieghi di questa pianta in cucina, mentre in campo estetico l'infuso giova a chi soffre di obesità. L'olmaria era una delle erbe stimate dai Druidi. I suoi piccoli fiori bianchi così ravvicinati da dare l'impressione di un unico fiore, venivano utilizzati per adornare le case dove portavano un profumo fragrante e piacevole a sentirsi.


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ONONIDE
(Ononis spinosa)

Descrizione: pianta suffruticosa, ramosa ha fusti prostrati, ascendenti, eretti, la parte inferiore del fusto è legnosa, dotata di spine. Le foglie trifogliate, sono formate da foglioline lineari, oblunghe, con margine finemente dentato. I fiori di color rosa sono riuniti in racemi. La fioritura avviene dalla primavera all'estate. Il frutto è un legume di forma ovale. La pianta supera i 70 centimetri di altezza.

Ambiente: spontanea, si rinviene nei luoghi incolti, nei terreni argillosi, dal piano fino alla montagna.

Raccolta: si utilizzano soprattutto le radici raccolte in autunno o primavera, pulite, fatte a pezzi ed essiccate in luogo ombroso e ventilato. Meno utilizzate le foglie e i fiori.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: le qualità dell'ononide sono stimate fin dall'antichità e tutt'ora le vengono riconosciute eccellenti proprietà diuretiche, per cui la pianta si consiglia a quanti soffrono di cistiti, renella e calcoli alla vescica e affezioni dell'apparato urinario in genere.

Informazioni extra: pianta che non trova impiego in cucina nè in campo cosmetico. Può formare cespugli spinosi dalle radici profonde e tenaci: una autentica barriera vegetale che era in grado di arrestare il lavoro dei buoi, e per questo ha meritato i nomi di Arrestabuoi o Stancabuoi.


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ONTANO
(Alnus glutinosa)

Descrizione: è un albero dal fusto dritto, con corteccia di colore grigiastro allorchè la pianta è giovane e che tende ad assumere tonalità brunastre quando la pianta invecchia. Le foglie picciolate, hanno forma rotondeggiante con margine crenato e presentano un caratteristico appiattimento verso l'apice. Le infiorescenze maschili hanno un colore giallo-rossastro e sono riunite sotto forma di amenti penduli. I fiori femminili, di colore porporino, stanno in infiorescenze rotondeggianti a forma di pigna dotate di squame legnose. La pianta può raggiungere i 20 metri di altezza.

Ambiente: l'ontano predilige la boscaglie umide, le rive dei fiumi, le zone paludose. Lo si trova dalla pianura fino alla bassa montagna. In Italia si incontra con una certa frequenza soprattutto al nord.

Raccolta: si utilizza la corteccia dei giovani rami, raccolta a febbraio e le foglie verdi.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: l'elevato contenuto di tannini dell'ontano lo hanno reso famoso nella terapia popolare per combattere angine, tonsilliti e faringiti. Inoltre ha discrete proprietà cicatrizzanti nel caso di piaghe ed ulcere.

Informazioni extra: pianta che non trova impiego in cucina, in campo cosmetico il decotto può essere utilizzato per detergere la pelle del viso. Il legno, molto ricercato per la resistenza al deterioramento, serviva per opere di tornitura e per confezionare zoccoli, inoltre, l'elevato contenuto di tannini lo rendeva utile nella concia. Appena tagliato il legno si colora di rosso tanto da dare l'impressione di un sanguinamento. Questo fatto ha suggestionato la fantasia popolare a tal punto da far credere questa pianta maledetta.


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ORIGANO
(Origanum vulgare)

Descrizione: pianta aromatica a fusto eretto, ramificato nella parte superiore, con portamento cespuglioso. Ha foglie picciolate di forma ovale. I fiori, di un bel colore rosato, sono raccolti in pannocchie terminali. La fioritura avviene in estate. La pianta può superare i 70 centimetri di altezza.

Ambiente: pianta comune delle regioni mediterranee, predilige i luoghi solatii, le colline soleggiate, le montagne aspre e riarse dal sole. E' coltivata anche negli orti per le proprietà aromatiche che la rendono preziosa in cucina.

Raccolta: a scopo medicinale si utilizzano le foglie e soprattutto le sommità fiorite che vanno raccolte d'estate allorchè la pianta è in piena fioritura. Si fanno essiccare in luogo ombroso e ventilato legandole in mazzi non stretti.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: celebre pianta aromatica, emana un intenso profumo simile a quello della maggiorana, con la quale spesso viene confusa. Dall'origano in farmaceutica si estrae un essenza che ha proprietà similari a quelle estratte dal timo. A scopo terapeutico si mostra utile nei casi di digestione lenta e difficile, combatte l'aerofagia, i disturbi di stomaco e l'emicrania. Per uso esterno un tempo si sfruttavano le proprietà cicatrizzanti della pianta per pulire le ferite.

Informazioni extra: in profumeria si utilizza il distillato mentre in cucina l'origano è largamente conosciuto.


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ORTICA
(Urtica dioica)

Descrizione: pianta con rizoma superficiale, l'ortica ha fusto con sezione quadrangolare, eretto. Le foglie sono opposte, ovali, cordate alla base, picciolate, con margine alquanto seghettato. Foglie e piccioli sono ricoperti da peli urticanti. I fiori sono piccoli e verdognoli. La fioritura avviene dall'estate all'autunno. La pianta può superare il metro d'altezza.

Ambiente: pianta spontanea, si rinviene con estrema frequenza lungo i cigli delle strade, tra le macerie, nelle radure boscose, nei pressi di case abbandonate. Forma nutrite colonie che tendono a progredire velocemente.

Raccolta: si utilizzano le piante e le foglie giovani, raccolte in primavera-estate e fatte essiccare all'ombra. Si impiegano pure rizoma e radici estirpati in autunno, mondati dalla terra e fatti essiccare in luogo ombroso.

Precauzioni: non consumare i semi.

Uso: difficilmente si potrebbe pensare che una pianta così fastidiosa possa nascondere tante proprietà medicinali. In effetti l'ortica, oltre ad essere ricca di clorofilla, contiene vitamina C, sali minerali, ferro, silicio, calcio, potassio e manganese. Dal fusto della pianta si estrae una fibra tessile simile a quella del lino, utilizzata in altri tempi per preparare reti e cordami. Fresca può essere utilizzata come depurativo del sangue. Inoltre il suo contenuto di ferro e sali minerali la rende utile per quanti soffrono di stati anemici.

Informazioni extra: l'ortica per la delicatezza del sapore trova impiego in cucina per preparare svariati piatti. Gli acidi formici e le sostanze urticanti contenute nei peli vengono neutralizzate con la cottura. Alcuni contadini preparano dei pastoni con ortiche tritate finemente da somministrare alle galline perchè producano un maggior numero di uova. In agricoltura biologica la pianta serve per preparare un macerato da spruzzare sulle piante per combattere i parassiti animali.


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ORZO
(Hordeum vulgare)

Descrizione: graminacea dal fusto eretto, cavo, dotato di nodi. Le foglie, di colore verde, sono ruvide, di forma lineare. I fiori sono raccolti in spighe. I frutti sono delle cariossidi racchiuse da glumette esterne aristate. La fioritura avviene in primavera. La pianta può superare il metro di altezza.

Ambiente: originario dell'Asia, l'orzo fu coltivato fin dai primordi della storia dell'uomo, forse prima del frumento, al quale in seguito ha dovuto cedere il primato, benchè resti tuttora un alimento fondamentale per molti popoli. Il Italia è molto coltivato.

Raccolta: a scopo alimentare si utilizzano in svariati modi le cariossidi. Queste possono essere consumate come farina previa macinazione oppure possono essere tostate e poi macinate, oppure si fanno germogliare e si consumano i germogli crudi così ottenuti; si usano inoltre sotto forma di fiocchi. Dall'orzo si possono anche ricavare bevande (è un componente fondamentale della birra).

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: l'orzo associa alla funzione nutritiva qualità salutari di tutto rispetto. Il decotto utilizzato sotto forma di gargarismi aiuta nei casi di angina e di infiammazioni della cavità orale. Lo stesso decotto e il malto d'orzo usati nelle minestre hanno proprietà rinfrescanti e altamente nutrienti che li rendono preziosi nell'alimentazione di persone deboli, convalescenti, vecchi e bambini. Inoltre favorisce l'assimilazione dell'amido da parte del corpo umano e si consiglia per le proprietà emollienti nei casi di infiammazioni dell'apparato digerente e di quello urinario (è un classico 'rinfrescante'). L'orzo contiene discrete quantità di fosforo, utile quindi a quanti svolgono un'attività intellettuale e ai soggetti nervosi.

Informazioni extra: la storia dell'orzo affonda le proprie radici nelle origini dell'uomo, come pianta fondamentale nell'alimentazione umana. In cucina l'orzo è un tuttora un alimento molto usato, e ultimamente ancor più in quanto apprezzato componente delle sane diete naturali, soprattutto se certificato proveniente da colture 'biologiche'. In campo estetico il decotto si usa sulle pelli arrossate come decongestionante. Dal seme si ottengono la semola ed i fiocchi, mentre dalle cariossidi tostate e macinate si ricava un caffè dalle proprietà nutrienti senza peraltro essere eccitante.


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