le erbe e le piante della salute
O P Q

torna all'indice

PAPAVERO o ROSOLACCIO
(Papaver rhoeas)

Descrizione: ha fusto eretto, peloso, ramoso, debole. Le foglie sono mono o bipennate, quelle inferiori peduncolate e suddivise. I fiori, solitari, grandi e molto appariscenti, hanno un bellissimo colore rosso acceso. La fioritura avviene in primavera- estate. Il frutto è una capsula. La pianta può raggiungere i 70 centimetri di altezza.

Ambiente: comune infestante dei campi, del frumento e dell'orzo, il papavero si rinviene con estrema facilità anche ai bordi delle strade, tra le macerie, nei campi incolti, lungo i fossati. La pianta si identifica con estrema facilità a causa dei suoi fiori smaglianti.

Raccolta: si raccolgono i petali dei fiori in maggio-luglio, avendo cura di prelevarli alla sera, privi di umidità. Si dispongono su piccoli graticci in luogo ombroso e ben ventilato evitando che ammuffiscano.

Precauzioni: in dosi elevate può causare intossicazioni pericolose, e anche avvelenamenti, soprattutto nei bambini. Rispettate scrupolosamente le dosi.

Uso: il papavero, o rosolaccio, possiede proprietà calmanti e lenitive nei casi di tossi stizzose, catarri e raffreddori. L'infuso si usa contro l'insonnia e nei soggetti nervosi.

Informazioni extra: in cucina questa pianta non trova impiego, mentre in cosmesi l'infuso può essere utilizzato per decongestionare le pelli arrossate e, in compresse, serve a combattere le rughe. Nella medicina popolare veniva utilizzato per lenire la tosse, ma spesso ha causato avvelenamenti soprattutto nei bambini. Le proprietà tossiche del papavero vanno imputate agli alcaloidi contenuti nella pianta, in particolare alla rhoedina.


torna all'indice

PARIETARIA
(Parietaria officinalis)

Descrizione: pianticella dal fusto sdraiato o eretto, ha foglie picciolate, di forma ovato-lanceolate, soffici al tatto. I fiori sono di colore verdognolo, piccoli ed insignificanti, riuniti in gruppi in infiorescenze ascellari. La fioritura avviene in estate. Il frutto è un achenio. La pianta può superare il mezzo metro di altezza.

Ambiente: vegeta in grossi cespi su vecchi muri e macerie, ma cresce rigogliosa anche tra le siepi nei luoghi freschi. Si riconosce facilmente perchè le sue foglie pelosette, se strappate, si attaccano con facilità alle vesti aderendovi perfettamente.

Raccolta: si utilizza la parte aerea della pianta raccolta in estate. L'essiccazione deve avvenire in un locale asciutto e ben ventilato.

Precauzioni: cautela per chi soffre di febbri da fieno: i soggetti allergici o sospetti tali debbono fare molta attenzione a non inalare il polline della pianta fresca o essiccata, ed in generale ad evitarne il contatto o anche solo la vicinanza, perchè esso è uno degli allergeni più precoci e attivi delle febbri da fieno.

Uso: la parietaria è un vegetale umile, facile da rinvenire e utile per le proprietà salutari che rivela. In particolare si usa nelle affezioni dell'apparato urinario.

Informazioni extra: le foglioline tenere di parietaria possono essere consumate cotte come verdura, e apportano benefici a chi soffre di dolori di stomaco; inoltre, sempre cotta, può essere aggiunta a minestroni rinfrescanti.


torna all'indice

PASSIFLORA
(Passiflora incarnata)

Descrizione: erbacea perenne con rizoma dal quale fuoriescono fusti volubili muniti di viticci. Le foglie sono alterne, picciolate, con lembo palmato-lobato e superficie verde-chiara glabra. I fiori sono solitari su lungo peduncolo, muniti di 5 sepali di colore verde chiaro e 5 petali bianchi. I filamenti formano una corona di colore viola e gli stami e gli stimmi, molto evidenti, assumono la figura di un martello. Il frutto è una bacca ovale gialla, con polpa biancastra, contenente semi rugosi, radi, con rivestimento profumato.

Ambiente: è pianta originaria della Virginia e predilige i climi miti. Si trova raramente allo stato selvatico, ma è comune in quello coltivato, data la bellezza dei fiori. .

Raccolta: si utilizza la pianta intera.

Precauzioni: la pianta è incompatibile con l'acqua ossigenata.

Uso: contiene acido prussico, fitosteroli, calcio, zuccheri, alcaloidi. Ha proprietà sedative, antispasmodiche e ipnotiche, ed è usabile sin dalla più tenera età senza causare fenomeni depressivi. All'esterno è usata per impacchi locali nelle scottature e nelle irritazioni cutanee.

Informazioni extra: i frutti sono commestibili e servono a preparare bibite rinfrescanti. Il nome Passiflora viene dal latino flos passionis per la somiglianza del fiore agli strumenti della crocifissione di Cristo.


torna all'indice

PEPERONCINO
(Capsicum annuum)

Descrizione: ha fusto eretto, foglie lanceolate-ovali fornite di picciolo. I fiori sono di colore bianchiccio. La fioritura avviene in tarda primavera-estate. I frutti, di diversa forma e colore, sono una specie di bacca carnosa, cava all'interno.

Ambiente: il peperoncino è una solanacea originaria del centro America ed importata in Europa alla fine del 1500. Esistono più di 50 specie di peperoncino, con frutti di forma diversa, sapore dal dolce al piccante, e fusto variabile.

Raccolta: il peperoncino viene impiegato per le bacche carnose. Esse vengono utilizzate, in dosi minime, fresche, o più frequentemente essiccate e ridotte in polvere.

Precauzioni: rispettare le dosi. Fare attenzione a non toccarsi gli occhi dopo aver maneggiato le bacche o la polvere; inoltre questa, se inalata per sbaglio, può causare reazioni pericolosissime. Un uso elevato può causare infiammazioni gastro-intestinali e renali. Controindicato ai sofferenti di reni, ulcera, gastrite e acidità di stomaco.

Uso: il peperoncino rosso è ricco di vitamina C alla quale si aggiungono quelle del gruppo P, B, E, U, e K2. La sostanza a cui si deve il caratteristico sapore piccante è la capsaicina. I semi contengono lecitina, che mantiene elastiche le arterie abbassando conseguentemente la pressione arteriosa. E' un buon regolatore intestinale in quanto favorisce le digestioni difficili e impedisce la putrefazione delle feci. La regolare assunzione combatte le vene varicose, l'eccesso di colesterolo, l'arteriosclerosi, tonifica i capillari sanguigni e pare svolga pure un'azione benefica a livello epatico. Alcune teorie lo dicono in grado di inibire lo sviluppo delle manifestazioni cancerose a livello dell'apparato digerente grazie alle sue proprietà antiossidanti.

Informazioni extra: da molti il peperoncino è considerato un afrodisiaco. La polvere di peperoncino è usata in alcune armi anti-aggressione per difesa personale, ma se inalata può provocare seri danni. Alcune specie di peperoncino, seppur coltivate a scopo alimentare, sono considerate anche ornamentali, come il Capsicum annuum fasciculatum, che ha frutti eretti formanti un piccolo mazzo terminale di colore rosso vivo; il Capsicum annuum abbreviatum, che ha piccoli frutti ovale-cordiformi; il Capsicum annuum grossum, che ha frutti oblunghi, larghi, troncati, di colore giallo o rosso.


torna all'indice

PIANTAGGINE
(Plantago major)

Descrizione: erba dotata di corto rizoma dal quale si dipartono più steli fiorali. Le foglie formano una rosetta basale. Esse sono piuttosto grandi di forma ellittica, dotate di lungo picciolo e solcate da robuste nervature. I fiori sono riuniti in spighe apicali fittissime, lunghe fino a 20 centimetri, di colore verdognolo. La fioritura avviene dalla primavera all'autunno. La pianta può raggiungere i 30 centimetri di altezza.

Ambiente: comune nei prati.

Raccolta: generalmente si utilizzano le foglie raccolte in primavera fresche o fatte essiccare in luogo idoneo. Più raramente si usano i semi maturi e la radice. Essiccare velocemente al sole.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: assieme alla piantaggine maggiore, hanno le medesime proprietà anche la piantaggine lanceolata e la piantaggine media. L'infuso di foglie si usa nei casi di diarree, e come espettorante nei catarri bronchiali. Per uso esterno le foglie fresche pestate in un mortaio hanno proprietà vulnerarie (=cicatrizzanti) per curare piaghe, piccole ferite e punture d'insetti.

Curiosità: la piantaggine in cucina si impiega talvolta per preparare minestre con potere leggermente astringente e insalate. In cosmesi l'infuso serve per fare impacchi o sciacqui nei casi di congiuntivite o occhi infiammati. Nella medicina popolare era un toccasana per diverse malattie. Ad esempio le radici pestate venivano introdotte nell'orecchio per combattere il mal di denti, le sue foglie si applicavano su ferite e piaghe, la pianta si impiegava con successo contro ulcere e malattie dei bronchi. Le lunghe spighe dopo la fruttificazione sono utilizzate per alimentare i canarini.


torna all'indice

PINO SILVESTRE
(Pinus silvestris)

Descrizione: elegante conifera con fusto diritto, slanciato e corteccia bruno-rossastra squamosa. Le foglie sono degli aghi di colore verde scuro riuniti a coppie. I fiori maschili, piccoli, sono posti alla base del germoglio, i femminili all'apice. Il frutto è una pigna di forma ovale. La pianta può raggiungere i 45 metri di altezza.

Ambiente: conifera abbastanza comune, è diffusa nelle vallate alpine e appenniniche della bassa montagna fino ai 2000 metri di quota e oltre. Può formare interi boschi o vivere insieme ad altre conifere e latifoglie. Predilige i luoghi assolati e i terreni ricchi di silice.

Raccolta: si raccolgono le gemme all'inizio della primavera, asportandole dalla pianta prima dell'apertura. Si fanno essiccare in strati sottili su telai oppure in forno a bassa temperatura. Si possono utilizzare anche le foglie (aghi).

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: il pino silvestre contiene oltre alla resina, un olio essenziale composto da pinene e limonene, che conferisce alle tisane un gradevole profumo balsamico. Per combattere i catarri bronchiali e le tossi e per curare i disturbi che colpiscono l'apparato urinario si utilizza l'infuso. Il decotto si può usare contro la gotta. Il bagno di pino silvestre è utile contro i reumatismi.

Informazioni extra: nessuna in particolare.


torna all'indice

POLIPODIO
(Polypodium vulgare)

Descrizione: il polipodio è una felce dotata di un rizoma strisciante dal quale si dipartono da un lungo picciolo foglie palmate, pennate. Ciascuna foglia ha il lembo suddiviso in 20-40 segmenti allungati riuniti alla base dell'asta centrale. Sulla pagina inferiore dei segmenti si trovano i sori contenenti le spore alle quali è demandata la riproduzione della pianta. Essi sono disposti in due file, parallele alla nervatura del segmento. Dapprima sono gialli, quindi a maturazione, diventano bruni. Il polipodio, come del resto le felci, non genera fiori.

Ambiente: si rinviene nei boschi, presso i tronchi dei vecchi alberi, abbarbicato alle rupi, ma anche sui muri e tra i ruderi. E' diffuso in Italia dal piano fino alla montagna.

Raccolta: si utilizza il rizoma pulito e essiccato in luogo semiombroso. La raccolta va fatta in primavera o autunno allorchè la radice è più ricca di principi attivi.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: il polipodio è una pianta conosciuta ed apprezzata fin dall'antichità. La radice contiene polipodina, tannini, lipidi, glucosidi. Il suo impiego in campo terapeutico la rende utile nei casi di insufficienza epatica e di stitichezza. Il decotto è anche un eccellente colagogo, depurativo e, in certa misura, diuretico.

Informazioni extra: questa pianta non trova impiego nè in campo estetico, nè in campo culinario. La medicina popolare alcune volte utilizza il polipodio nei casi di vermi intestinali e come espettorante.


torna all'indice

PREZZEMOLO
(Petruselium hortense)

Descrizione: pianta dal fusto eretto e ramificato fin dalla base. Le foglie inferiori, dotate di picciolo, hanno un colore verde e sono bi-tripennate con lobi ovato-arrotondati, divisi e dentati. I fiori presentano un colore giallo verdastro, sono piuttosto piccoli e raccolti in ombrelle composte. La fioritura avviene a fine primavera estate. La pianta può raggiungere il metro di altezza.

Ambiente: originario dell'area mediterranea orientale o dell'Asia sud occidentale, il prezzemolo è coltivato in tutti gli orti d'Italia per il sapore aromatico che lo rende apprezzato in cucina per preparare salse e insaporire verdure. Talvolta si rinviene allo stato selvatico.

Raccolta: si utilizza la parte aerea della pianta fresca, la radice raccolta in autunno ed essiccata.

Precauzioni: rispettare scrupolosamente le dosi, non usare i frutti. Il prezzemolo è controindicato ai nefritici e alle donne gravide nelle quali in forti dosi può provocare l'aborto. Tutti i medicamenti a base di prezzemolo, compreso l'olio essenziale, possono causare intossicazioni e avvelenamenti anche mortali per cui vanno usati solo dietro prescrizione medica.

Uso: ha nelle foglie un alto contenuto di vitamina A e C e sali minerali. Anticamente il prezzemolo si utilizzava insieme alla malva per espellere i calcoli dalla vescica, oggi viene apprezzato soprattutto per le proprietà diuretiche e depurative. Per uso esterno le foglie di questa pianta tritate in un mortaio ed usate a mo' di cataplasma inibiscono la secrezione lattea e alleviano il prurito delle punture di zanzara.

Informazioni extra: in cucina il prezzemolo è molto usato e in campo estetico il succo estratto dalle foglie viene utilizzato per sbiancare le efelidi. Questa pianta, come molte aromatiche, ha da sempre suscitato l'interesse dell'uomo offrendo il fianco a leggende e superstizioni: componente di filtri amorosi, godeva anche fama di facilitare le nascite, credenza legata, forse, alle proprietà che la pianta possiede di provocare contrazioni uterine.


torna all'indice

PRIMULA
(Primula veris)

Descrizione: pianta dotata di breve rizoma, ha portamento cespistoso. Le foglie si raggruppano alla base a formare una rosetta; sono crespate, picciolate di forma ovale, percorse da nervature. La pagina superiore è di color verde, mentre l'inferiore è più pallida. I fiori sono di un bel colore giallo, riuniti in un'ombrella. La fioritura avviene in primavera. La pianta può raggiungere i 30 centimetri di altezza.

Ambiente: numerose sono le specie di primule che popolano le Alpi e l'Appennino. Oltre alla Primula veris, ricordiamo la Primula elatior che dimostra proprietà molto simili alla veris.

Raccolta: si utilizzano le foglie, i rizomi con le radici raccolti in inverno e fatti essiccare in luogo ombroso e ventilato e i fiori col calice colti prima che si schiudano, essiccati all'ombra.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: il rizoma della primula contiene sostanze che svolgono un'apprezzata azione espettorante, per cui si impiega per curare le malattie che colpiscono l'apparato respiratorio ed in particolare bronchiti ed asme bronchiali.

Informazioni extra: la primula trova scarso impiego in cucina, è coltivata soprattutto per i suoi fiori vivaci. L'infuso in cosmesi può essere usato come decongestionante per le pelli arrossate. I fiori, usati come tè, forniscono una bevanda dall'eccellente aroma.


torna all'indice

PRUGNOLO
(Prunus spinosa)

Descrizione: arbusto a carattere cespuglioso con rami che recano agli apici lunghe spine. Le foglie, piuttosto piccole, sono ovali o lanceolate di colore verde scuro e con bordo dentato. I fiori, piccoli, bianchi, punteggiati di rosa, talvolta appaiono in primavera prima dell'emissione delle foglie. Il frutto è una drupa dapprima verde, quindi blu scuro a maturazione ultimata, contenente un nocciolo duro e ricoperto da una pruina cerosa. La pianta può raggiungere i 3 metri di altezza.

Ambiente: il prugnolo si rinviene con frequenza in tutta la Penisola, in particolar modo lungo le siepi, tra le macchie, nelle boscaglie, dal piano al monte.

Raccolta: si utilizzano i frutti raccolti maturi in tardo autunno, i fiori prima che si schiudano, le foglie raccolte in primavera. Si può utilizzare anche la corteccia.

Precauzioni: usare solo dietro prescrizione medica. Rispettare scrupolosamente le dosi.

Uso: dimostra notevoli proprietà astringenti. Corteccia, foglie e soprattutto fiori producono una sostanza che origina acido cianidrico, tossico, per cui il loro uso deve essere limitato sempre alle dosi prescritte da ricetta medica. L'infuso si utilizza per fare gargarismi e sciacqui nel caso di gengiviti, piorrea, stomatiti e mal di gola. Lo stesso infuso serve esternamente per irrigazioni vaginali nelle donne che soffrono di leucorrea. Il decotto, invece, è un antisudorale e un antidiarroico.

Informazioni extra: in cucina i frutti del prugnolo possono trovare impiego nella preparazione di marmellate e sciroppi rinfrescanti. In campo estetico la polpa fresca può essere applicata sulla pelle del viso come astringente.


torna all'indice

PUNGITOPO
(Ruscus aculeatus)

Descrizione: piccolo arbusto sempreverde, dotato di fusto alquanto ramificato, eretto, verde scuro. Le foglie, sono dei fillocladi, ovvero dei rametti coriacei, verdi appiattiti e pungenti, con aspetto e funzione del tutto simile alle foglie. I fiori hanno un colore verdastro, e producono una bella bacca rosso scarlatto, grossa poco più di un pisello. La pianta può raggiungere gli 80 centimetri di altezza.

Ambiente: il pungitopo è assai diffuso nella zona mediterranea, nei boschi, nei terreni incolti, lungo i pendii sassosi dove forma piccole colonie. E' diffuso dalla pianura fino all'alta collina.

Raccolta: se ne utilizzano la radice e il rizoma.

Precauzioni: fare attenzione a non ferirsi agli occhi nel maneggiare la pianta.

Uso: le proprietà diuretiche del pungitopo lo rendono utile per combattere le infiammazioni renali e della vescica. Il decotto si utilizza per combattere la litiasi renale e per favorire la diuresi e quindi per combattere la gotta. Ha una benefica azione tonica sul sistema venoso come vasocostrittore.

Informazioni extra: in molte zone, soprattutto nelle riserve e nei parchi, è considerato specie protetta e ne è proibita la raccolta a causa degli enormi prelievi nel periodo natalizio per usarlo come ornamento. Il pungitopo viene utilizzato nei giardini come pianta ornamentale. In campo estetico può essere utilizzato come tonico nei casi di couperose e pelli arrossate. Il singolare nome lo ha ereditato dall'abitudine contadina di usarlo per difendere le dispense dagli assalti dei topi.


O P Q
torna all'indice