le erbe e le piante della salute
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SALSAPARIGLIA
(Smilax aspera)

Descrizione: suffrutice, sempreverde, con fusti sarmentosi, lunghi e flessibili, alquanto ramosi, dotati di spine e viticci. Le foglie sono coriacee, alterne, picciolate, punteggiate di bianco o nero, cuoriformi, quasi triangolari, portanti alla base del picciolo 2 viticci. Il bordo è provvisto di spine minute. I fiori sono di color bianco-verdastro, raccolti in ombrelle che formano racemi. La fioritura avviene in estate-autunno. Il frutto è una bacca dapprima verde che diviene rossa a completa maturazione. La pianta può raggiungere i 2 metri di altezza.

Ambiente: moltissime sono le specie di salsapariglia diffuse nel mondo. In Italia cresce spontanea la specie aspera, soprattutto in Liguria e nel Sud. Forma delle macchie su muri e rocce, ai bordi dei coltivi, lungo le siepi, ed ama vivere avviluppata ad alberi e arbusti.

Raccolta: si utilizza la radice.

Precauzioni: attenzione a non confondere la radice della salsapariglia con quelle del tamaro e della brionia.

Uso: benchè in genere si usi la droga prodotta da varietà esotiche, la varietà aspera presenta le stesse proprietà delle sorelle, sebbene in misura più blanda. La salsapariglia è utilizzata per le sue proprietà depurative, diuretiche e sudorifere. Per combattere artrite e nefrite si ricorre al decotto, all'infuso nel caso di gotta.

Informazioni extra: la salsapariglia è detta anche 'edera spinosa'. Non trova impiego in cucina. Le radici di questa pianta un tempo venivano essiccate e ridotte in minuscoli pezzetti per essere fumate dai sofferenti di asma che ne provavano sollievo.


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SALVIA
(Salvia officinalis)

Descrizione: suffrutice con fusto eretto, quadrangolare, ramificato. Le foglie, di forma oblunga e crenata, sono picciolate, persistenti, ricoperte da una leggera peluria. I fiori di color blu violetto sono raccolti in spighe terminali. La fioritura avviene dalla primavera all'estate. La pianta può raggiungere i 60-70 centimetri di altezza.

Ambiente: comunque nelle regioni mediterranee dove viene coltivata negli orti, raramente si rinviene allo stato selvatico.

Raccolta: si utilizzano le foglie raccolte prima della fioritura fresche o essiccate. Si possono utilizzare anche le sommità fiorite. Conservare in vasetti di vetro al riparo della luce.

Precauzioni: controindicata per i soggetti nervosi e pericolosa per le donne che allattano, non deve essere posta a contatto con recipienti di ferro. Rispettate scrupolosamente le dosi. L'olio essenziale è velenoso, tossico per il sistema nervoso, può causare crisi epilettiche anche in dosi minime. Non utilizzare la tisana per lunghi periodi in dosi elevate.

Uso: come tonico, stimolante, digestivo, emmenagogo, si utilizza l'infuso che inoltre, sotto forma di compresse sulla parte malata, combatte dermatosi, eczemi, ulcere e piaghe. Il decotto, invece si usa nei casi di catarri di stomaco e per fare i gargarismi nelle infiammazioni del cavo orale, nelle tonsilliti e per rinfrescare l'alito pesante. Il bagno con acqua alla salvia si consiglia a quanti soffrono di dolori addominali e ai soggetti nervosi.

Informazioni extra: preziosa pianta aromatica, la salvia era stimata fin dall'antichità, tanto che il suo stesso nome indicava salute. Oltre ad essere largamente utilizzata in cucina, con la salvia si può preparare un ottimo dentifricio o più semplicemente si possono strofinare i denti con una foglia fresca. Un tempo si riteneva che la salvia possedesse poteri particolari. Come tale si usava nei riti magici e nella composizione di pozioni afrodisiache.


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SAMBUCO
(Sambucus nigra)

Descrizione: alberello o arbusto con corteccia grigio scuro, porta rami che all'interno contengono un midollo bianco. Le foglie, di colore verde brillante, sono picciolate, opposte, imparipennate con 5-7 foglioline ovato-lanceolate appuntite a margine seghettato. I fiori sono di colore bianco, raccolti in vistose false ombrelle piatte. La fioritura avviene a fine primavera estate. Il frutto è una piccola bacca succosa, che a maturazione assume un bel colore nero lucente. La pianta può raggiungere i 6-7 metri di altezza.

Ambiente: originario dell'Europa meridionale, in Italia il sambuco è diffuso dal piano alla prima montagna. Si rinviene lungo i viottoli, i torrenti, negli incolti, nelle boscaglie, nelle siepi, vicino alle case coloniche.

Raccolta: a scopo medicinale si utilizzano i fiori, i frutti maturi e la seconda corteccia. Essiccare all'ombra in luogo asciutto e ventilato. Meno impiegate le foglie essiccate.

Precauzioni: i frutti consumati in grande quantità (in particolare se crudi o acerbi), la corteccia e le foglie causano nausea e vomito. Controindicato per i soggetti delicati di stomaco. Non confondere le bacche del sambuco con quelle dell'ebbio che sono velenose e, in forti dosi, mortali.

Uso: i fiori di questa pianta hanno potere diuretico e vengono anche utilizzati per combattere febbri, bronchiti e stati influenzali. Il decotto che si ottiene con la corteccia risulta utile nei casi di gotta in quanto favorisce l'eliminazione dell'acido urico. I fiori e le foglie fresche pestati in un mortaio formano una poltiglia che si usa sulla parte dolorante per emorroidi ed ascessi.

Informazioni extra: il midollo del Sambuco assomiglia molto al moderno polistirolo espanso, e infatti una volta veniva usato come imballaggio o supporto per piccolissimi oggetti molto delicati. Questa pianta trova qualche impiego in cucina, viene utilizzata in cosmesi sotto forma di decotto per schiarire la pelle scura del viso. E' una pianta molto appetita dagli animali. In certi luoghi il sambuco veniva piantato vicino alle abitazioni perchè si pensava avesse la capacità di tenere lontane le streghe.


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SANTOREGGIA
(Santureia hortensis)

Descrizione: pianta cespitosa con fusto eretto, ramificato. Ha foglie strette, lineari, acute, di colore verde chiaro con lieve peluria. I fiori sono bianchi, rosati o lilla, piccoli, formanti spighe. La fioritura avviene in estate. La pianta può raggiungere i 40 centimetri di altezza.

Ambiente: pianta coltivata negli orti, si rinviene nelle regioni dell'Italia centro-settentrionale fino all'alta collina.

Raccolta: della santoreggia si utilizzano le parti aeree della pianta essiccate in mazzi non stretti.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: la pianta viene utilizzata per combattere le verminosi, la stanchezza, le digestioni difficili, per alleviare le infiammazioni intestinali e il meteorismo.

Informazioni extra: la santoreggia è tuttora un'apprezzata pianta aromatica, tanto da essere conosciuta anche col nome di erba spezia o erba acciuga, apprezzata in cucina. In cosmesi l'infuso veniva applicato a come compresse, per combattere le rughe. La santoreggia ha goduto fin dall'antichità di fama afrodisiaca, e infatti il nome santureja significa erba del satiro. La medicina moderna ha in parte confermato questa tradizione, riconoscendo alla santoreggia la proprietà di stimolare le funzioni cerebrali e fisiche in chi la consuma. Il popolo la usava anche per disinfettare le piccole ferite.


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SAPONARIA
(Saponaria officinalis)

Descrizione: pianta dotata di rizoma di color rosso brunastro, cespugliosa, porta fusti eretti ingrossati ai nodi. Le foglie sono lanceolate, piuttosto grandi. I fiori sono bianchi o rosati, riuniti in infiorescenze. La fioritura avviene in estate. La pianta può raggiungere i 70 centimetri di altezza.

Ambiente: talvolta coltivata negli orti e nei giardini come pianta medicinale e ornamentale, si rinviene inselvatikhita nei prati, nei fossati, lungo i fiumiciattoli, nei luoghi umidi e ombrosi o sassosi. E' diffusa dalla pianura alla media montagna.

Raccolta: si utilizzano fusti e foglie raccolti in estate prima della fioritura, le radici e i rizomi raccolti in autunno, puliti, tagliati e fatti essiccare a pezzetti in forno.

Precauzioni: usare con prudenza e solo dietro prescrizione medica. Rispettare scrupolosamente le dosi. Confezionare, filtrare e utilizzare subito i preparati, senza mai lasciar macerare la pianta o le sue parti nell'acqua. Il macerato, infatti, potrebbe essere tossico. La pianta contiene saponina che in dosi elevate può causare disturbi e risultare velenosa.

Uso: pianta conosciuta fin dall'antichità, la saponaria era assai coltivata negli orti e nei giardini. La pianta, oltre che resina e vitamina C, contiene saponina. Le sue proprietà sono principalmente depurative, diuretiche, sudorifere e toniche. Il decotto si usa anche nei casi di pigrizia epatica e nelle dermatosi.

Informazioni extra: la saponaria non viene utilizzata in cucina. In campo estetico si può preparare un eccellente shampoo per capelli fragili. L'alto contenuto di saponine, (sostanze schiumogene ma diverse dal normale sapone) hanno meritato il nome a questa pianta che veniva utilizzata dal popolo come detersivo. Il suo rizoma raccolto in autunno dopo la fioritura serviva per lavare la lana. La saponaria serviva anche per confezionare rudimentali paste dentifricie.


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SEDANO
(Apium graveolens)

Descrizione: pianta dal fusto eretto, scanalato, ramificato, ha foglie di colore verde intenso, mono-bipennata sovente con tre segmenti romboidali seghettati. I fiori sono di colore bianco giallastri riuniti in ombrelle. La pianta raggiunge il metro di altezza.

Ambiente: il sedano i canna piena e il sedano rapa sono coltivati negli orti e nei campi. Il sedano selvatico, dal quale derivano le varietà coltivate, si differenzia da questi per l'altezza ridotta e le foglie più piccole, l'odore intenso e il sapore amaro. Cresce spontaneo nei luoghi paludosi, nei litorali mediterranei, nei terreni salmastri.

Raccolta: del sedano coltivato si utilizzano le foglie, la radice e i frutti.

Precauzioni: non consumare mai la pianta del sedano selvatico fresca. Il sedano coltivato consumato crudo è poco digeribile.

Uso: usatissima verdura ricca di vitamine, il sedano contiene proprietà che sono soprattutto diuretiche e depurative, per cui il suo uso è di aiuto a quanti soffrono di artrite, reumatismi e debolezza di stomaco. L'infuso viene utilizzato nei casi di litiasi, ossia per i sofferenti di calcolosi sia renale che biliare, nei casi di aerofagia, e nei casi di tosse dove si dimostra un valido espettorante. Inoltre l'acqua di cottura del sedano può essere utilizzata per fare gargarismi nel caso di infiammazione del cavo orale.

Informazioni extra: conosciutissimo in cucina, il sedano consumato crudo sembra sia anche uno stimolate sessuale. Con esso i Romani solevano ornare le tombe dei loro cari.


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SENAPE NERA
(Brassica nigra)

Descrizione: pianta dal fusto eretto alquanto ramificato. Le foglie inferiori sono pennate, picciolate. I fiori di colore giallo, sono riuniti in grappoli terminali. La fioritura avviene in primavera estate. Il frutto è una siliqua dritta, a becco corto, che contiene dei piccoli semi sferici di diametro inferiore ai 2 millimetri di colore rosso-bruno, marrone. La pianta può raggiungere il metro di altezza.

Ambiente: la senape nera è originaria dell'Asia Occidentale e attraverso la coltivazione si è diffusa in tutta Italia, la si rinviene inselvatichita un po' dappertutto: nei campi incolti, ai margini dei coltivi, dalla pianura fino alla bassa montagna.

Raccolta: si utilizzano i semi maturi, fatti rapidamente essiccare.

Precauzioni: rispettare scrupolosamente le dosi e usare dietro prescrizione medica. Non consumare in caso di irritazioni dell'apparato digestivo e delle vie urinarie. In presenza di acqua il glucoside sinigrina forma un olio essenziale irritante per la pelle e le mucose, che causa vesciche. La senape è vietata ai dispeptici. L'olio di allile ricavato dalla senape è irritante e non deve essere usato in maniera prolungata. Inoltre bisogna ricordare che i preparati a base di senape non devono mai essere preparati utilizzando acqua con una temperatura superiore ai 50°C.

Uso: deve essere usata con cautela. I semi di senape svolgono una funzione stimolante nei confronti di quanti soffrono di inappetenza, inoltre favorisce la digestione. Facilita l'irrorazione sanguigna, per cui viene impiegata esternamente, come revulsivo, per curare i reumatismi o per fare pediluvi nel caso di piedi freddi.

Informazioni extra: è interessante sapere che la senape di per sè non contiene principi irritanti: questi si formano con la triturazione, quando due sostanze, la mirosina e la sinigrina, vengono a contatto tra loro, costituendo così una eccellente difesa chimica contro gli animali erbivori. La senape nera, come la senape bianca, è conosciuta ed apprezzata fin dall'antichità come condimento. I semi della senape vengono usati macinati con il mosto per produrre la mostarda.


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SERPILLO
(Thymus serpillum)

Descrizione: arbusto sempreverde con fusto prostrato e rametti che tendono ad ergersi nella parte finale. Le foglie sono piccole, oblunghe, con margine intero. I fiori, rosa lillà, profumati, stanno riuniti in dense spighe apicali. La fioritura avviene in estate. La pianta, nonostante il portamento prostrato, raggiunge i 40 centimetri d'altezza. Il timo serpillo assomiglia alquanto nell'aspetto e nelle proprietà al timo volgare, ma da questo si differenzia per le foglie distese e per la mancanza, nella pagina inferiore delle stesse, di quell'aspetto cotonoso tipico del timo.

Ambiente: frequente nell'area mediterranea, in Italia predilige i terreni incolti e solatii, ma cresce anche al margine delle boscaglie, lungo i pendii, nei prati come tra le rocce ed i terreni poveri. Diffusa dalla pianura alla montagna.

Raccolta: si utilizzano le sommità fiorite raccolte all'inizio della fioritura e fatte essiccare in mazzi non stretti in luogo ventilato e ombreggiato.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: è ricco di proprietà in particolare antisettiche ed antispasmodiche. E' utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. E' uno stimolate dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento.

Informazioni extra: dal serpillo si estrae un'essenza simile a quella estratta dal timo, che ha un'azione vermicida e balsamica. In cucina viene ampiamente impiegato come pianta aromatica per insaporire carni e pesci.


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SOIA
(Soja hispida)

Descrizione: pianta dal fusto volubile, ramificato, peloso, ha foglie trifogliate, dotate di lungo peduncolo. I fiori, di colore violaceo o biancastro, stanno raggruppati sotto l'ascella in piccoli grappoli. La fioritura avviene in estate. Il frutto è un legume peloso contenente da 1 a 5 semi di forma rotondeggiante grossi come piccoli piselli e di colore vario. La pianta può raggiungere i 90 centimetri di altezza.

Ambiente: originaria dell'Asia, dove è stata per lungo tempo (ed è tuttora) una delle piante fondamentali dell'alimentazione di quei popoli, la soia venne introdotta in Europa solo nel 1700, senza godere però di grande considerazione. In questi ultimi decenni l'agricoltura europea ed italiana hanno riscoperto questo importantissimo legume tanto che oggi esso viene coltivato su larga scala nel nostro Paese. C'è però da dire che la soia "naturale" è praticamente scomparsa dalle colture, sostituita da quella geneticamente modificata proveniente dagli Stati Uniti: per chi lo preferisce è però sempre possibile rivolgersi a prodotti certificati provenienti da coltivazioni biologiche.

Raccolta: si utilizzano i semi raccolti al momento opportuno. Essi possono essere consumati cotti, crudi, trasformati in farina, o in altre diverse maniere. Dalla soia si ricava un olio alimentare assai impiegato.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: oggi la soia sta vivendo in Europa una grande rivincita dopo secoli di ingiusta dimenticanza. Ricchissima di proteine, carboidrati e grassi, rappresente uno degli alimenti più completi che la natura abbia messo a disposizione dell'umanità. I semi contengono anche calcio, ferro, potassio e sali minerali, oltre a vitamina A, B, D, E, e la tanto propagandata lecitina. La lecitina possiede la proprietà di ridurre il tasso di colesterolo presente nel sangue, per cui la sua assunzione risulta importante per quanti soffrano di arteriosclerosi e affezioni causate da un eccesso di colesterolo nel sangue; si tenga comunque presente che le lecitina tende a deteriorarsi con facilità, perdendo così le sue proprietà benefiche.

Informazioni extra: pianta usatissima in cucina, è un alimento importantissimo per molte popolazioni asiatiche che la consumano nelle maniere più disparate. Il cosiddetto latte di soia è molto gradevole e nutriente, adatto a chi non può assumere il vero latte perchè allergico o intollerante allo stesso. Il tamari invece è una salsa di soia che si prepara facendo fermentare la soia gialla cotta assieme ad acqua e sale. Il processo fermentativo rende le proteine contenute nel legume più facilmente assimilabili dall'organismo, arricchendolo contemporaneamente di enzimi, fermenti e lieviti. In campo estetico 80 cc. di latte di soia uniti allo shampoo servono per lavare i capelli eccessivamente grassi.


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STEVIA
(Stevia rebaudiana bertonii)

Descrizione: piccola erbacea arbustiva perenne della famiglia dei crisantemi, raggiunge un'altezza di 60-80 cm.

Ambiente: originaria delle montagne fra Paraguay e Brasile, è ora coltivata in tutto il mondo. Può essere coltivata su balconi e in giardino resiste bene anche alla piena luce, e a temperature prossime a zero gradi.

Raccolta: si utilizzano le foglie: i rametti vanno essiccati appesi a mazzetti non stretti in un locale ventilato e in ombra fino a completa essiccazione; poi si possono sbriciolare finemente le foglie, e si conservano in un vaso di vetro ben asciutto e a tenuta ermetica.

Precauzioni: nessuna.

Uso: contiene stevioside, un potente dolcificante naturale. Nella sua forma più comune di polvere bianca, estratta dalle foglie della pianta, arriva ad essere dalle 70 alle 400 volte più dolce dello zucchero, pertanto è il dolcificante naturale più potente. Giova a chi soffre di diabete, obesità, iperattività, pressione alta, ipoglicemia, indigestioni; usata per sostituire lo zucchero indirettamente giova alla pelle. Poichè soddisfa la voglia di dolce, quasi sempre mette a tacere una importante "fame psicologica", favorendo il dimagrimento per chi tende al sovrappeso; per la stessa ragione, è anche probabile che diminuisca i bisogni compulsivi di fumare e bere alcool.

Informazioni extra: una sola fogliolina fresca sprigiona al palato, dopo qualche istante, una fortissima sensazione dolce, e resta alla fine un lieve retrogusto di liquirizia. Questa pianta è una recente novità, riscoperta in Italia e nel mondo tramite Internet, ed ha una storia interessante; per vedere una pagina a lei espressamente dedicata su questo stesso sito, cliccare qui: Stevia.


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