le erbe e le piante della salute
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VALERIANA
(Valeriana officinalis)

Descrizione: pianta dal fusto eretto, cavo, solcato da scanalature. Ha foglie opposte, imparipennate con foglioline più o meno strette, dentate. I fiori sono piccoli di color bianco o rosati raccolti in ombrelle. La fioritura avviene in primavera estate. La pianta può raggiungere i 150 centimetri di altezza.

Ambiente: cresce nei boschi umidi, nelle radure, lungo i ruscelli delle Alpi e degli Appennini fin oltre i 2000 metri di altezza.

Raccolta: si utilizza il rizoma fresco o essiccato con le radici, raccolto da piante di ameno 2 anni di età in primavera o in autunno.

Precauzioni: l'uso eccessivo della pianta può originare tossicomania. Ogni 7 giorni cessare l'uso e riprenderlo eventualmente dopo 15-20 giorni. Controindicata per chi soffre di bassa pressione arteriosa.

Uso: pianta stimata fin dal Medioevo, la valeriana ha goduto e gode di grande considerazione per le proprietà sedative. La valeriana ha anche proprietà antispasmodiche e risulta un discreto rimedio contro l'emicrania e per quanti soffrono di stati ansiosi.

Informazioni extra: la valeriana non trova impiego nè in cucina, nè in campo estetico. Il suo odore attira irresistibilmente i gatti che volentieri vi si strofinano contro. Da non confondere nel nome con la verdura da tavola detta "valerianella" o "valeriana".


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VERBASCO
(Verbascum thapsus)

Descrizione: pianta dal fusto eretto, semplice, robusto, ricoperto di folta lanugine al pari delle foglie. Queste sono ovate o lanceolate. I fiori di colore giallo stanno riuniti fittamente in una spiga. La fioritura avviene dall'estate all'inizio autunno. La pianta può raggiungere i 2 metri di altezza.

Ambiente: pianta vistosissima, cresce negli incolti, nelle radure boschive, nei pascoli, predilige i terreni silicei. Diffusa dal piano alla collina.

Raccolta: si utilizzano le foglie e i fiori raccolti all'inizio della fioritura e fatti essiccare prima al sole per alcune ore poi all'ombra. La conservazione si fa in vasi di vetro scuri.

Precauzioni: filtrare attentamente tutti i preparati per eliminare i peli.

Uso: apprezzato da sempre per le proprietà salutari, il verbasco riunisce sotto un solo nome diverse altre specie che svolgono comunque la stessa attività terapeutica. Ha spiccate proprietà espettoranti, diaforetiche, antiflogistiche ed emollienti che lo rendono utile nei casi di bronchiti acute e croniche e in tutte le affezioni delle vie respiratorie in genere, come asme, tossi, raucedini. I componenti della pianta sono: un olio essenziale, mucillagini e saponine; alla droga che se ne ricava vengono riconosciute proprietà antibiotiche che ne valorizzano l'azione antinfiammatoria.

Informazioni extra: il verbasco non trova impiego in cucina nè in campo estetico. Un tempo le sue foglie venivano usate per confezionare rudimentali stoppini per lampade ad olio.


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VERBENA
(Verbena officinalis)

Descrizione: pianta con fusto eretto, quadrangolare, ramoso. Ha foglie inferiori opposte più o meno lobate. I fiori sono piccoli, insignificanti, di color lillà tenue, raggruppati in spighe. La fioritura avviene in estate inizio autunno. La pianta può superare il mezzo metro d'altezza.

Ambiente: erba comune che si rinviene con facilità tra i ruderi, in campi incolti, ai bordi dei coltivi, lungo le strade, nei boschi. E' comune in Italia dove cresce dalla pianura alla montagna.

Raccolta: si utilizza la pianta intera colta a fioritura appena iniziata e fatta essiccare in luogo asciutto e ventilato.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: diverse sono le proprietà terapeutiche della pianta. Contro reumatismi, sciatiche, nevralgie, si utilizza l'infuso applicandolo esternamente a mo' di compresse. Inoltre lo stesso infuso si usa per stimolare la secrezione lattea nelle donne che devono allattare, nei casi di nevralgie, di calcoli renali, insufficienza epatica e idropisia.

Informazioni extra: la verbena non viene utilizzata a scopo alimentare. In cosmesi, invece, l'infuso può essere usato come decongestionante degli occhi. Alla verbena un tempo erano attribuite proprietà magiche. Essa veniva colta nella notte di San Giovanni (24 giugno), e ciò si spiega, forse, con il fatto che questa festa ha sostituito la festa pagana del solstizio d'estate (22 giugno), giorno in cui il sole raggiunge l'apice suscitando un momento di alta suggestione.


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VERGA D'ORO
(Solidago virgaurea)

Descrizione: pianta dal fusto eretto, ha foglie inferiori ellittiche-allungate con margine ruvido, dentato, più o meno pelose. I fiori sono dei capolini disposti in grappoli frammisti a foglie. La fioritura avviene in estate inizio autunno. La pianta ha un rizoma dotato di numerose radici e può raggiungere il metro di altezza.

Ambiente: si rinviene nelle zone boschive soleggiate e nei pascoli collinari e montani dell'Italia centrosettentrionale fin oltre i 2000 metri di altezza.

Raccolta: si utilizzano le sommità fiorite e la pianta intera, l'essiccazione va fatta in luogo ombroso e ventilato.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: viene impiegata soprattutto nei casi di affezioni renali ed urinarie. Il decotto serve anche per combattere le affezioni reumatiche.

Informazioni extra: pianta che non trova applicazioni in cucina, esternamente può essere utilizzata per combattere le ulcere. Per lungo tempo il suo polline Ŕ stato considerato un potente allergene, responsabile di diverse forme di raffreddore da fieno; in realtÓ, in base ad analisi approfondite, questa pianta è risultata assolutamente innocua.


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VERONICA
(Veronica officinalis)

Descrizione: pianticella con fusto prostrato che emette radici in prossimità dei nodi. Le foglie sono opposte, dotate di brevissimo picciolo. Hanno forma ovale, margine dentato e sono ricoperte di peluria. I fiori, di colore turchino più o meno intenso, stanno riuniti in grappoli. La fioritura avviene in primavera-estate. La pianta può raggiungere i 30 centimetri di altezza.

Ambiente: si rinviene frequentemente nei boschi soleggiati, nei pascoli, in montagna e collina, soprattutto nei luoghi ombraggiati e nelle radure. Comune sulle Alpi e sugli Appennini fino ai 1800 metri di altezza.

Raccolta: si utilizzano le sommità fiorite e le foglie fatte essiccare in piccoli fasci non stretti in luogo ventilato e ombreggiato. La raccolta va fatta a fioritura appena iniziata.

Precauzioni: nessuna in particolare.

Uso: la veronica conobbe nel XVII secolo grande fama come erba terapeutica, fama che oggi conserva in misura assai minore. La pianta contiene resine, tannini ed un principio amaro. Il decotto serve anche a combattere l'aerofagia e la tosse. Esternamente il decotto può essere usato per detergere le ulcere varicose.

Informazioni extra: non trova utilizzi in cucina. Il gusto amaro la può far apprezzare come tisana aperitiva. Nella medicina popolare era largamente usata per combattere tosse, bronchiti e reumatismi, ed era molto stimata.


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VIOLA DEL PENSIERO
(Viola tricolor)

Descrizione: pianticella dotata di radice fusiforme, presenta fusto ascendente, talvolta poco ramoso, talvolta semplice. Le foglie di forma ovata o lanceolata hanno bordo crenato e stipole (=espansioni fogliacee poste all'inserzione del picciolo) pennato-divise. I fiori sono di colore giallo, bianco, violetto, decisamente grandi. Talvolta sono solo gialli o violetti sfumati o di colori misti. La fioritura avviene dalla primavera all'estate, fino all'inizio dell'autunno. La pianta può raggiungere i 40 centimetri di altezza.

Ambiente: abbastanza diffusa in Italia, si rinviene con una certa frequenza nei luoghi erbosi e nei campi, dalla pianura alla montagna. E' inoltre coltivata a scopo ornamentale nei giardini.

Raccolta: si utilizzano i fiori e la parte aerea della pianta colta all'inizio della fioritura. Si fa essiccare rapidamente in luogo ombroso e ben areato.

Precauzioni: a contatto con pelli sensibili i preparati possono causare dermatosi allergiche. La pianta fresca è proibita ai bambini piccoli.

Uso: le proprietà di questo bellissimo fiore, che cresce spontaneo nei luoghi incolti, sono diverse e conosciute da secoli. In particolare si utilizza la pianta per le proprietà depurative che la rendono utile nel combattere gli eczemi, le febbri eruttive, l'orticaria e le dermatosi cutanee in genere. La viola del pensiero si usa anche nei casi di affezioni alle vie respiratorie dove esplica una funzione espettorante e depurativa.

Informazioni extra: nessuna in particolare.


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VISCHIO
(Viscum album)

Descrizione: arbusto cespuglioso parassita sempreverde, si abbarbica al tronco degli alberi per trarne la linfa che sugge mediante finte radici dette austori. Ha foglie opposte, coriacee, di forma oblunga-lanceolata e fiori di colore giallo verdognolo, piccoli ed insignificanti. La fioritura avviene in primavera. Il frutto è una bacca di colore bianco perlaceo, rotondeggiante, grossa quanto un pisello, contenente una polpa gelatinosa al cui interno si trova un unico seme verde. La pianta può raggiungere l'altezza di 50 centimetri.

Ambiente: si rinviene più frequentemente nelle regioni dell'Italia centrale e meridionale, dalla collina fino alla prima montagna. Spesso celata d'estate dalla chioma della pianta ospite, il vischio si rende palese d'inverno allorchè la chioma degli alberi si spoglia.

Raccolta: si impiegano le foglie raccolte prima che la pianta fruttiferi, essiccate in luogo temperato.

Precauzioni: non consumate mai i frutti (bacche) del vischio, perchè sono tossiche per l'uomo. Le foglie non devono mai essere bollite o anche solo sbollentate.

Uso: le foglie del vischio si utilizzano a scopo medicinale solo per infusione e mai per decotto. Le sue proprietà sono notevoli ed assai varie. Principalmente si utilizza contro l'arteriosclerosi e nei casi di ipertensione. L'infuso risulta utile anche nella menopausa.

Informazioni extra: il vischio non trova impiego in cucina. Era considerato una pianta sacra dai druidi, che lo raccoglievano con un meticoloso rituale durante il solstizio d'inverno. Essi lo levavano dalle querce con un falcetto d'oro e lo conservavano in pezze di lino onde non perdesse i suoi poteri magici. Il popolo lo riteneva in grado di domare gli incendi e ne appendeva alcuni rametti sulle soglie delle case e dei fienili. E ancora, si credeva che se una donna sterile ne avesse fatto uso, ben presto sarebbe diventata fertile.


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