PRESENTATO UN REATTORE A FUSIONE FREDDA DA UN KILOWATT *
(5-7 Dicembre 1995) di Jed Rothwell, Contributing Editor, Infinite Energy Magazine [Incluso sul sito Web INE con permesso formale.]
Fusione fredda al Power-Gen '95 di Anaheim
La settimana scorsa, al Power-Gen ' 95 (esposizione delle industrie energetiche) ad Anaheim, da Clean Energy Technologies, Inc. (CETI) è stato presentato un reattore a fusione fredda da 1 kilowatt, col reattore a fusione fredda su film elettrolitico in acqua leggera. Il catodo è composto di migliaia di sferette di 1 mm di diametro di co-polimero con un sottile rivestimento, depositato elettroliticamente, di strati multipli di rame, nichelio e palladio. Le sferette sono coperte da tre brevetti Americani, con brevetti supplementari in corso.
Durante questa dimostrazione, sono stati immessi fra 0.1 e 1.5 watt di elettricità, e la produzione in uscita della cella è stata da 450 a 1,300 watt in calore. Precedentemente CETI aveva mostrato celle a fusione fredda più piccole. Ad Aprile, alla Quinta Conferenza Internazionale sulla Fusione Fredda (ICCF5) dimostrarono un entrata di 0.14 watt e un'eccedenza con picco di 2.5 watt, con un rapporto di 1:18. Ad Ottobre, alla sedicesima biennale Symposium on Fusion Engineering (SOFE '95) è stata dimostrata una cella con 0.06 watt in entrata e 5 watt di produzione, con un rapporto di 1:83. Il rapporto al Power-Gen è stato da 1:1000 a 1:4000.
I calorimetri al ICCF5 e al Power-Gen sono stati progettati e costruiti da Dennis Cravens. Il calorimetro del SOFE ' 95 è stato costruito dal gruppo di George Miley all'Università di Illinois. La cella e il calorimetro Power-Gen sono molto più grandi delle precedenti apparecchiature di dimostrazione di fusione fredda del CETl. La cella è lunga 10 cm, con 2.5 cm di diametro, e contiene circa 40 ml di perline. Le celle precedenti avevano circa 1 ml di perline. La cella stessa è avvolta in schiuma opaca plastica perchè la geometria della cella è stata migliorata e i miglioramenti non sono stati ancora brevettati. Gli altri componenti nel calorimetro sono fatti di Lucite plastica trasparente. (Fotografie del dispositivo possono essere trovate su Internet; vedi indirizzo sotto.)
Il serbatoio del calorimetro di flusso è di 2.5 litri, e il flusso è regolato tra 1.0 e 1.5 litri per minuto. Una cella di controllo è stata montata in parallelo alla cella calda. Il flusso di entrambe le celle è regolato con valvole di precisione. Il serbatoio e la pompa consistono in una pompa da acquario Magnum 220, con annesso microfiltro, più, in cima, un contenitore cilindrico supplementare di Lucite con uno scambiatore di calore, una trappola per il gas, e una ventola.
L’acqua è fatta circolare da una pompa magnetica, azionata da un motore da 50 watt montato sotto. Miscelatori lineari statici assicurano la miscelazione. (Questi sono oggetti plastici lunghi circa un pollice con alette per rimescolare il flusso.).
Qualche settimana prima della conferenza, Cravens ha deciso di aumentare il flusso per mantenere la temperatura sotto i 50 gradi C, ma il nuovo flusso eccedeva la capacità del suo strumento. Egli non è stato in grado di procurare un flussometro più grande in tempo per la conferenza, così nessun flussometro è stato installato.
Il flusso è stato misurato girando i rubinetti d'arresto per deviare il fluido dall’uscita della cella in un cilindro graduato per 15 secondi. Questa prova è stata eseguita molte volte, e il flusso non è stato visto cambiare misurabilmente, tranne quando è stato regolato intenzionalmente.
Il tubo dell’acqua proveniente dalla pompa è avvolto in una scatola raffreddata ad aria, sul serbatoio. L’aria è spinta attraverso la scatola da un ventilatore da 3.5 watt. Il consumo totale di tutti i componenti nel calorimetro, incluso la pompa di circolazione, il ventilatore di raffreddamento, la cella, la cella di controllo, e l’alimentatore in corrente continua, era di 85 watt.
La temperatura Delta T e le temperature del serbatoio sono state misurate con termocoppie K-Type, con termometri a microprocessore Omega Model HH22. La potenza è stata misurata con multimetri della serie Metex M 3800. La pompa, la ventola e l’alimentatore DC che alimenta l’elettrolisi, tutti hanno una alimentazione AC in comune, monitorata da un voltmetro AC analogico Radio Shack e da un multimetro.
Il primo test è stato rovinato da un misterioso malfunzionamento nella cella di controllo. La cella di controllo consisteva di una scatola di lamiera di acciaio con le perline usate come un catodo elettrochimico, nella stessa configurazione rada di perline del CETI. Durante i test al laboratorio, questo non ha prodotto l’eccesso di calore atteso.
Tuttavia, durante il primo test, ad un certo punto, è apparsa una produzione di temperatura Delta di T di 2.6 gradi C. Assumendo che il flusso e la potenza in entrata fossero stabili, questo indicherebbe una eccedenza di 216 watt. Quando Dennis notò che stava ottenendo calore, pensò che fosse dovuto a un corto circuito o un'ostruzione nel flusso, o ambedue, poichè una ostruzione avrebbe causato probabilmente entrambi i problemi.
Spense la cella di controllo per sicurezza, ed eseguì la riparazione più tardi. Il giorno dopo mi disse che l'anodo e il catodo erano entrati in contatto. Io credo che questo possa spiegare l'apparente eccedenza, ma non ho dati dettagliati o altre informazioni su questo perchè non ho potuto osservare l'equipaggiamento da vicino quando l’incidente è accaduto.
Non ho verificato le temperature della termocoppia, e non ho avuto modo di fare attenzione ai livelli di potenza in entrata, quale fosse il flusso, o quando l’apparente eccedenza fosse cominciata. (L'incidente accadde subito dopo il mio arrivo, stavo attraversando la stanza e ascoltando l'esposizione.) La cella del controllo fu sostituita per il resto della conferenza con un riscaldatore joule, il quale elevò la temperatura di acqua al valore atteso.
Più tardi, nelle prove seguenti, ho potuto osservare la macchina da vicino, e fare misurazioni dirette delle sue prestazioni coi miei strumenti. Ho misurato il flusso su lato della cella a fusione fredda molte volte. Come ho detto prima, non ho visto alcun cambiamento misurabile tranne quando il flusso è stato cambiato intenzionalmente da 1,300 ml a 1,000 ml per minuto, chiudendo le valvole.
Ho controllato le letture della termocoppia nel serbatoio, in ingresso e in uscita con due termistori e un termometro, e tutti e tre concordavano con le letture della termocoppia. La temperatura del serbatoio può essere presa aprendo il coperchio e inserendo direttamente la sonda del termistore nell'acqua.
La misurazione della temperatura di ingresso e di uscita hanno richiesto un poco più di ingegnosità. Ho confermato la lettura della termocoppia in uscita prendendo un campione di 250 ml di acqua dal tubo di sbocco durante un test di flusso e misurando immediatamente la temperatura prima che il campione si raffreddasse significativamente.
Ho confermato la temperatura in entrata nella fusione fredda spegnendo il riscaldatore joule dal lato del controllo e prendendo un campione di 250 ml dal tubo di sbocco.
Le diverse misure risultano:
Test 1, 4 Dicembre, due ore
POTENZA IN INGRESSO
misura AC: 0.7 A * 120 V = 84 W
Elettrolisi: 0.18 A * 8 V = 1.4 W
POTENZA IN USCITA
Flusso 1200 ml/minuto (300 ml/15 secondi)
Temperatura Delta T da 16 a 17 gradi C 1200 ml * 16 gradi C * 4.2 = 80,640 j/min = 1,344 W
Test 2, 5 Dicembre, pomeriggio, 30 minuti.
POTENZA IN INGRESSO
Misura AC: 0.7 A * 140 V = 98 W
Elettrolisi: 0.02 A * 3.9 V = 0.1 W
POTENZA IN USCITA
Flusso 1000 ml/min (250 ml/15 secondi)
Temperatura Delta T 6.7 gradi C 1000 ml * 6.7 * 4.2 = 28,140 j/min = 469 W
Prototipi e prodotti di consumo:
CETI progetta di far seguire a questa dimostrazione altre dimostrazioni di prototipi di prodotti di consumo, includendo grandi celle per il riscaldamento dello spazio e motori a calore. Sono duramente al lavoro su queste apparecchiature e le dimostreranno appena possibile. Essi stimano da sei mesi a un anno il tempo necessario per realizzare i prototipi appropriati.
CETI ora è impegnato in progetti di R&D uniti con cinque società e università come partner strategici, incluso l'Università dell’Illinois e l'Università del Missouri. Tutti e cinque hanno verificato indipendentemente il calore in eccedenza.
Il gruppo dell'Università dell’Illinois ha fabbricato perline scolpite, usando una tecnica a spruzzamento piuttosto che a deposizione elettrolitica. Essi hanno osservato il calore in eccedenza dalle loro perline così come dalle perline fornite loro da CETI.
Akira Kawasaki e io abbiamo fatto molte foto del calorimetro. Ne ho analizzate quattro, e John Logajan le ha pubblicate nella sua home page:
www.skypoint.com/members/jlogajan
Descriverò la dimostrazione del Power-Gen più in dettaglio in un imminente articolo sul periodico "Infinite Energy".
Jed Rothwell, Contributing Editor Eugene F. Mallove, Sc.D.,
Editore Capo di INFINITE ENERGY:
Cold Fusion and New Energy Technology
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Telefono: 001 (603) 228 4516
* Pubblicato nei Proceedings of: Neue Horizonte in Technik und Bewusstsein
VortrŠge des Kongresses 1995 im Gwatt-Zentrum am Thunersee
Adolf und Inge Schneider (Hrsg.)
Bern: Jupiter-Verlag A.+l. Schneider, 1996
ISBN 3-906571-14-9