le trasmutazioni biologiche
o "a debole energia"
di XmX
Nuovomondo di XmX - tutti i diritti riservati
parte II
rif. 120201-010104

HOME PAGE INDIETRO PAG. PRECEDENTE

(...continua dalla pagina precedente)

I più attenti avranno notato che non ho ancora parlato delle trasmutazioni negli organismi vegetali superiori.   Forse nelle piante non è stato osservato il fenomeno?   Tutt'altro!   Tanto è vero che su di esse si è concentrata l'attenzione di diversi ricercatori, per verificare le osservazioni di Kervran e altri.

avena Nel 1971, al Laboratorio della "Societe de Agriculteurs" in Francia, Kervran condusse una serie molto accurata di esperimenti, che dimostrarono senza ombra di dubbio che durante la germinazione dei semi di avena si crea una notevole quantità di elementi prima non presenti nei semi o nel terreno di coltura.   La descrizione degli esperimenti e dei metodi adottati è complessa e molto lunga, pertanto qui lasciamola agli addetti ai lavori, che troveranno tutto in "Prove in biologia delle trasmutazioni a debole energia".  Dalle sue numerosissime esperienze coi vegetali in genere, Kervran si convinse che ciascun genere di pianta può tramutare solamente determinati elementi, ma non altri, con specifiche reazioni enzimatiche.   Qui diremo solo che, dopo germinazione di semi di avena in ambiente controllato, analisi spettroscopica delle ceneri, confronto col gruppo di controllo, ecc., fu alfine evidenziata una notevolissima creazione di Calcio.

L'estrema sofisticazione del metodo utilizzato e delle misurazioni, assieme alle molteplici repliche di altri autorevoli sperimentatori indipendenti, fanno assolutamente escludere ipotesi di errori sperimentali o inaccuratezza delle analisi. Per convincerserne si leggano le opere di Kervran, ora disponibili in italiano (vedi bibliografia alla fine).
Vi sono state naturalmente moltissime repliche positive di questi esperimenti, ma alcune con una creazione di Calcio inferiore alle attese, anche se comunque inspiegabili.  Perchè?  Attenti, qui, è un punto importante:  Kervran nota che, usando negli esperimenti acqua distillata al fine di semplificare le analisi, si ha solo un piccolissimo incremento del Calcio, attorno a solo qualche punto percentuale.  Invece, usando acqua oligominerale  (lui usò la famosa acqua francese Volvic), l'incremento è quello atteso, variabile fra il 50 e il 200 per cento o anche più, a seconda delle condizioni sperimentali e del tempo di coltura. La grande differenza è spiegabile col fatto che, usando un'acqua mineralizzata, la germinazione avviene in condizioni più vicine a quelle naturali, mentre l'acqua bi- o tridistillata conduce logicamente ad una grave sofferenza del seme e del germoglio, con una conseguente attività enzimatica assente o alterata (vedasi opera citata, ed. italiana, pag 163).
Da quanto segue, viene il sospetto che anche i ricercatori italiani non siano immuni dal pregiudizio scientifico, il quale porta persino a distorcere le sperimentazioni stesse, magari ispirate inizialmente da sincero interesse...

uno "strano" esperimento in Italia

Ho notizia che qui in Italia, presso l'Istituto Tecnico Agrario "G. Cantoni" di Treviglio (BG), si è tentato di replicare una delle esperienze di Kervran, quella sui semi di avena, per verificare l'aumento del Calcio dopo la germinazione.  L'esperimento è stato effettuato dal Prof. Enrico Di Vito in collaborazione con la Prof.ssa Carla Candian, su proposta del Dr. Antonio Triassi, dal 13 giugno al 5 luglio 1996. Il Prof. Luigi Garlaschelli dell'Università di Pavia ha svolto le funzioni di supervisore. I risultati sembrano essere stati negativi, secondo quanto riportato dal Prof. Garlaschelli (che è anche membro del CICAP) nella sua relazione (in inglese) alla pagina Failed Replication of the "Kervran Effect" , da cui si evince però che, nonostante le raccomandazioni di Kervran, più volte ripetute nelle sue opere, si è voluto usare acqua deionizzata e bidistillata. Ma anche altre cose non sono andate come dovevano.
...ed ecco quanto mi ha cortesemente scritto in due successive email proprio il Prof. Di Vito, in data 3/7/2001, informandomi di quanto segue:

"[...] Nel corso della prova si sono verificati alcuni inconvenienti che, a mio avviso, possono aver vanificato la prova stessa. Avevo già suggerito, a suo tempo, di ripetere l'esperienza eliminando gli inconvenienti sopravvenuti, ma non è stato ritenuto necessario. [...]
  • Per un difetto all’impianto di distribuzione automatica dell’acqua, alcune piastre rimasero completamente secche e altre, invase dall’acqua, si ricoprirono di muffe con il risultato che circa il 50 % dei semi non germinò (900 semi marciti o secchi su 1800);
  • I semi messi a germinare ed i semi utilizzati per le analisi iniziali, pur appartenendo alla stessa varietà e alla medesima annata di produzione, non provenivano dalla medesima partita;
  • La temperatura all’interno della camera di germinazione, a causa di un’eccessiva vicinanza della lampada di illuminazione alla porta del germinatoio, superò per alcuni giorni i 41 °C;
  • L’interruzione dell’energia elettrica, per due notti di seguito e per diverse ore, impedì il regolare funzionamento della ventilazione e della lampada UV.
Sia io che la Prof.ssa Candian ritenemmo gravi tali inconvenienti e proponemmo la ripetizione della prova, ma il Prof. Garlaschelli e il Dr Triassi li considerarono ininfluenti."

Questo è quanto mi ha scritto il Prof. Di Vito, al quale - assieme alla Prof.ssa Candian - bisogna riconoscere onestà e rigore, oltre che cortesia.  Ma qual è la posizione del Prof. Garlaschelli e del Dr. Triassi?  Questi - a detta del Prof. Di Vito - avrebbero dichiarato ininfluenti la marcescenza di ben il 50% dei semi!  Una percentuale così alta (una accettabile sarebbe stata al massimo il 5%) già la dice lunga sulle condizioni altamente sfavorevoli nelle quali è stato condotto l'esperimento... ma questa "rivelazione" diviene illuminante quando si apprende che - da quanto riportato nella citata relazione on-line di Garlaschelli - nella analisi si sono usati tutti i semi, compresi quelli morti e ammuffiti!  Egregi Garlaschelli e Triassi, ma come si fa a negare che questo possa aver gravemente falsato i risultati? E perchè si è usata acqua deionizzata e bidistillata, cioè quanto di peggio per uno sviluppo normale dei semi? Così il lettore non tecnico legge il titolo della relazione Fallita replica dell'"Effetto Kervran", e magari sapendo che il Dr. Garlaschelli fa parte del CICAP (il discusso comitato per la verifica degli ...imbrogli!) può farsi una idea errata del fenomeno. Altri, malignamente, potrebbero pensare che forse un membro del CICAP abbia pregiudizialmente rovinato l'esperimento... L'impressione personale è che si sia voluto liquidare un argomento molto scomodo...

A causa di un mio errore che ha causato la perdita dei dati, ho creduto di aver aggiornato questa pagina il 7/7/2001 e così ho comunicato agli interessati. In realtà il contenuto di questo riquadro giallo è stato pubblicato solo il 29/10/2001 e successivamente aggiornato il 26/5/2002:  me ne scuso con loro e con i lettori.  XmX

Ecco dunque un occasione mancata per un esperimento "serio", e chissà quando se ne farà un altro. 

Non si creda che le trasmutazioni in biologia siano in fondo solo una questione teorica o marginale, senza risvolti pratici.  Le ricerche di Kervran portano, per esempio, ad un’importantissima conclusione per l'agricoltura:  poichè le piante hanno la capacità di prodursi in proprio alcuni degli elementi che gli necessitano, ne deriva che le nostre attuali conoscenze applicate alla agricoltura sono errate e dannose.  Infatti, la concimazione non deve affatto ripristinare gli elementi che i raccolti asportano, ma solo quelli che saranno trasmutati dalle piante!  È ciò che Kervran chiama sostituzione, mentre l’agronomia classica ha provocato lo squilibrio dei suoli con la tecnica erronea della restituzione.
Le piante cosiddette calcifughe (o silicicole) come l'avena creano Calcio (le calciofile fanno altre trasmutazioni), e questo è un fatto confermato indirettamente dal grave problema biochimico, mai risolto, dei bilanci non nulli degli elementi nei suoli in agricoltura:  ma evidentemente ammettere le trasmutazioni è un trauma insostenibile per la chimica e la fisica classica... eppure le tabelle sulle analisi dei suoli prima e dopo le colture sono in ogni università, e la "orrenda realtà"  può esser vista da chiunque voglia vederla, anche dai semplici studenti di agraria.  Verrebbe quasi il sospetto che l'industria dei fertilizzanti sia sempre riuscita, in qualche modo, a scoraggiare e/o screditare le ricerche sulle trasmutazioni nei suoli...

Ma, sempre in funzione del ruolo di "agente provocatore" che mi è congeniale, vorrei proporre un semplice esperimento terra-terra affinchè gli scettici (quelli in buona fede) possano convincersi della realtà delle trasmutazioni ad energia debole...  Vorrei dunque "rilanciare" con una prova più semplice dell'infelice esperimento prima citato, ma anche più "spettacolare", che non mi risulta sia stata ancora effettuata in Italia (se mi sbaglio, informatemi!).

sperimentiamo assieme ?
Galline!

 Propongo di replicare, a costo quasi zero, l'esperimento delle galline ovaiole private del Calcio, descritto a inizio pagina. Questo solo per verificare la ripresa della deposizione di uova complete di guscio dopo la somministrazione di mica muscovite:  in caso di successo si ripeterebbe magari il tutto in condizioni di maggiore controllo, con le necessarie analisi chimico-fisiche.  Gli studenti di qualche Istituto Agrario o Dipartimento Universitario potrebbero proporlo ai loro Professori!  Chi si fa avanti?  Il materiale occorrente è pochissimo:
IL NECESSARIO
  1. una gabbia metallica (sospesa da terra);
  2. una gallina ovaiola (nel periodo produttivo);
  3. mica muscovite tritata, circa mezzo chilo (recuperabile dalle lastrine di supporto per le resistenze di stufette elettriche e ferri da stiro);
  4. semi di avena, qualche chilo (l'avena è molto povera di Calcio)
  5. acqua oligominerale (non gasata).
L'ESPERIENZA
  1. Messa la gallina nella gabbia ben pulita, si verifichi che produca regolarmente uova (mediamente uno al giorno) che verranno sempre subito tolte per evitare che le becchi, e si inizi l'alimentazione con sola avena e poca acqua.
  2. Dopo circa 4 o 5 giorni la gallina ha esaurito il Calcio mobilizzabile:  le uova sono o no molle, senza guscio?
  3. Si attenda ancora un giorno, poi si dia la mica ben tritata, e si annoti il comportamento della gallina (la mica non è un nutriente, e non dovrebbe interessarla):  la mangia o no con entusiasmo?
  4. Dopo 18-24 ore si controllino le uova:  tornano o no ad avere il guscio?
  5. Dopo qualche giorno di dieta a base di avena, acqua e mica, interrompere quest'ultima:  dopo 18-24 ore le uova tornano o no ad essere senza guscio?
IL SIGNIFICATO

Questo non è certo un esperimento rigoroso, ma almeno è alla portata di chiunque, e nella sua semplicità potrebbe mettere più di una pulce nell'orecchio.  Se le risposte alle domande poste fossero solo sì, allora si potrebbe sospettare che ...qualcuno non ci ha detto tutto, o non ha capito molto sinora:  e vale la pena indagare!  Immaginatevi l'impatto sulla Biologia....

Dunque, se qualcuno se la sente mi informi, ed io prometto che pubblicherò i risultati qui sul sito, quali che siano.  Scrivere a XmX

Bene.  Cioè, male.  Ho proposto questo esperimento due anni fa.  Da allora mi hanno scritto a tutt'oggi una decina di persone, anche titolate, per assicurarmi di avere la possibilità e l'intenzione di fare l'esperimento su riportato, ma poi o non ne hanno fatto più nulla ...o non me l'hanno voluto dire.
Troppo semplice?  Poco serio?  È lo stesso meccanismo che porta chi vuol verificare le scoperte di Kervran a scegliere le esperienze più critiche e complesse, anziché cominciare con le uova delle umili galline?
Non lo so, forse semplicemente i tempi non sono ancora maturi per uno stravolgimento simile dei canoni consolidati.

Ma Kervran non vuol proprio farci dormire tranquilli, e ci informa di un altro fenomeno interessantissimo:  in un capitolo di "Prove in biologia delle trasmutazioni a debole energia" ci parla del fatto - colossale se confermato - che nessuno si sia mai accorto che anche nell'essiccamento naturale della frutta avvengono trasmutazioni biologiche nella frutta secca il rapporto tra gli elementi cambia rispetto a quella fresca, e di molto, perché nella essiccazione (ma solo in quella naturale, che avviene lentamente!) si produrrebbero reazioni enzimatiche che trasmuterebbero gli elementi di partenza.  Kervran sostiene che questo è già sotto gli occhi di tutti, in quanto le più note tabelle nutrizionali (ne cita di francesi) presenterebbero già dei bilanci errati senza che nessuno se ne sia mai accorto, e di fatto conformi alle sue scoperte e analisi...
Osserviamo i valori degli elementi in questa tabella:  si riferiscono ai fichi, freschi e secchi, per 100 grammi.  Non conosciamo la diminuzione in peso dovuta alla essiccazione, ma non ci interessa.  È importante la variazione dei rapporti fra i vari elementi, che infatti dopo l'essiccazione sono mutati...
Fichi   (analisi per 100 g)
elementonaturaleessiccatovariazione
Ca(Calcio)35 mg70 mgx 2
Fe(Ferro)0.37 mg0.88 mgx 2.38
Mg(Magnesio)17 mg29 mgx 1.7
P(Fosforo)14 mg29 mgx 2.1
K(Potassio)232 mg294 mgx 1.27
Na(Sodio)1 mg4 mgx 4
Zn(Zinco)0.15 mg0.24 mgx 1.6
Cu(Rame)0.070 mg0.124 mgx 1.77
Mn(Manganese)0.128 mg0.220 mgx 1.7
Se(Selenio)0.2 mcg0.2 mcgx 1

I valori della tabella per la frutta fresca e secca sono tratti dal sito governativo http://www.nal.usda.gov/fnic/foodcomp/search/ e sono disponibili per ogni alimento.

Quanto al relativo esperimento, beh, se sinora non sono riuscito a convincere qualcuno a fare il pur semplicissimo esperimento delle galline, figuriamoci se è il caso di proporre le complesse procedure e analisi per verificare questa cosa della frutta...  Ad ogni modo voglio ancora essere fiducioso, perciò ecco cosa si potrebbe fare, a mio modesto avviso: 

sperimentiamo assieme ?
Frutta secca!

 Stavolta propongo di verificare se, come sostiene Kervran, la percentuale relativa degli elementi cambia davvero nella frutta essiccata naturalmente.  E anche questo potrebbe essere un esperimento accessibile agli studenti degli Istituti Agrari o dei Dipartimenti Universitari, se vi è l'attrezzatura necessaria.  Il materiale occorrente è:
IL NECESSARIO
  1. attrezzatura per analisi quantitativa di precisione (dell'ordine del decimo di milligrammo per chilo, o 0.1 ppm);
  2. una decina di Kg di frutta a coltivazione biologica non trattata chimicamente in alcun modo, maturata al punto giusto sulla pianta, senza marcescenze, e di più tipi (particolarmente adatti fichi, uva, mele, albicocche);
  3. essiccatoio naturale (all'ombra, senza ventilazione forzata, ne' riscaldamento, e senza parti metalliche a contatto con la frutta).
L'ESPERIENZA
  1. Si divida la frutta secondo la specie, poi ogni tipo in due lotti eguali, scartando ogni frutto con marcescenze o attacchi di insetti.
  2. Si disponga un lotto per tipo sull'essiccatore, evitando il contatto fra tipi diversi, e si attenda il tempo necessario ad una lenta essiccazione in ambiente con percentuale di umidità non troppo inferiore al normale (non meno del 45% circa) affinché vi sia tempo per le eventuali reazioni enzimatiche.
  3. Nel frattempo si effettuerà l'analisi quantitativa sui lotti freschi.
  4. Dopo un periodo di tempo sufficiente si toglierà la frutta nell'essiccatore, riponendola in ambiente normale per qualche tempo (un paio di settimane dorebbero bastare) in modo da far eventualmente proseguire le reazioni enzimatiche, come nella normale conservazione domestica.
  5. Si eseguano le analisi per la frutta essiccata, e si confrontino i risultati:  fra i campioni freschi e quelli secchi, si evidenziano differenze significative nelle percentuali relative di uno o più elementi?
IL SIGNIFICATO

Avendo disponibilità della strumentazione, le uniche difficoltà sarebbero quelle di trovare frutta davvero biologica correttamente maturata sulla pianta, e poi di... non perdere credibilità professionale nel caso si intendesse rendere pubblici i risultati (se positivi) in ambito accademico!  Inutile dire che un eventuale successo potrebbe fare un bel rumore nel settore della ricerca agro-alimentare, quantomeno invalidando le attuali tabelle nutrizionali...

Anche qui, se qualcuno vorrà sperimentare, pubblicherò i risultati qui sul sito, quali che siano.  Scrivere a XmX

È tutto, o quasi. Mi piace concludere con qualche spigolatura:

alga Laminaria Nel 1946 Henri Spindler, Direttore del Laboratoire Maritime de Dinard, in Francia, indagando sull'origine dello Iodio nelle alghe marine, scoprì che la comune alga Laminaria (quella che sembra lattuga) si «fabbrica» tutto lo Iodio che le occorre, anche se viene posta a crescere in un'acqua che non ne contiene.
Spindler, Henri: Bull. Lab. Maritime Dinard (15 Giugno 1948 e Dicembre 1946)

Il Prof. Perrault, dell'Università di Parigi, ha scoperto che l'ormone aldosterone (secreto dalle ghiandole surrenali e noto per la sua azione favorente la ritenzione di acqua e di Sodio, ed escrezione del Potassio), provoca una trasmutazione di Sodio in Potassio, la qual cosa potrebbe in certi casi essere fatale ad un paziente:  incidenti cardiaci avvengono quando il livello di Potassio nel sangue raggiunge circa i 350 mg per litro.

Tinca Nel 1959 il Dr. Julien, dell'Università di Besancon, ha provato che se le tinche (pesci d'acqua dolce) sono messe in acqua contenente il 14% di NaCl (cloruro di Sodio), la loro produzione di KCl (cloruro di Potassio) aumenta del 36% entro 4 ore.
Julien: Annales Scientifiques de l'Universite de Besancon, Series 2 (1959)

Infine, il Prof. Barranger:
Negli anni '50 Pierre Baranger, professore e il direttore del Laboratorio di Chimica Organica all'Ecole Polytechnique a Parigi, fece un gran numero di accurati esperimenti di germinazione, indipendentemente da Kervran, e concluse che le piante normalmente trasmutano elementi.
Baranger disse:
  "I miei risultati sembrano impossibili, ma sono qui. Ho preso ogni precauzione. Ho ripetuto gli esperimenti molte volte. Ho fatto migliaia di analisi per anni. Ho fatto verificare i miei risultati da terze parti che non sapevano su cosa stessi investigando. Ho usato diversi metodi. Ho cambiato i miei esperimenti. Ma non c'è via d'uscita. Dobbiamo rassegnarci all'evidenza: le piante trasmutano gli elementi".
Michel, A. "Un savant francais bouleverse la scienza atomique". Scienza Gareggiano, Parigi, 1959, pag. 82

XmX                          


per saperne di più

su questi siti, in italiano...

...altri siti in inglese...

...poi i libri, in italiano...

  • Roberto Germano - Fusione fredda: moderna storia d'inquisizione e d'alchimia - Collana Saggi Bibliopolis, 2000
  • Kervran L. - Prove in biologia delle trasmutazioni a debole energia - Associazione Culturale Aquarius (per procurarselo vedi bibliografia)
  • Kervran L. - Prove in geologia e fisica delle trasmutazioni a debole energia - Giannone
  • Kervran L. - Trasmutazioni biologiche e fisica moderna - coedizione fra Antonio Giannone Editore e Andromeda (per procurarselo vedi bibliografia)
  • Kervran L. - Alla Scoperta delle trasmutazioni biologiche - Edizioni Edagricole, Bologna, 1969

...e, naturalmente, alcuni lavori originali di Kervran...

    Kervran, C. Louis: Natural Non-Radioactive Transmutations: A New Property of Matter; 1963, Librairie Maloine, Paris
  • Kervran, C. L.: Preuves Relatives a l'Existence de Transmutations Biologiques; 1968, Libraire Maloine
  • Kervran, C. Louis: Natural Non-Radioactive Transmutations: A New Property of Matter; 1963, Librairie Maloine, Paris
  • Kervran, C. L.: Preuves Relatives a l'Existence de Transmutations Biologiques; 1968, Libraire Maloine
  • Kervran, C. L.: Transmutations Biologiques: Metabolismes Aberrants de l'Azote, le Potassium et le Magnesium; 1963, Libraire Maloine
  • Kervran. C. L.: Transmutations a Faible Energie; 1964, Libraire Maloine
  • Kervran, C. L.: Transmutations Naturelles, Non-Radioctives; 1963, Libraire Maloine
  • Kervran, C. L.: Biological Transmutations; 1972, Swan Publ. Co., NY; Michel Abehsera, translator
  • Kervran, C. L.: La Revue Generale des Sciences, Paris (July 1960)

Se questa pagina ti è piaciuta,
per favore clicca qui...


Nuovomondo di XmX - tutti i diritti riservati

HOME PAGE INDIETRO PAG. PRECEDENTE SU
@ per scriverci clicca qui.

 
Mauro Caminiti, grafologo giudiziario, perito grafico, CTU Daniela Vecchi, grafologo giudiziario, perito grafico, CTU
esperto in analisi e comparazione della grafia, grafologo, perito grafologo, consulente grafologo, perito grafico, consulente grafico, perizia grafica, perizia grafologica, grafologo giudiziario, perito calligrafo, consulente calligrafo, perizia calligrafica