Esplorare l'energia eterica con il V.I.
Il V.I. è davvero molto sensibile, ed è adatto a tutta una serie di esperimenti e verifiche dell'energia eterica, per i quali prima non esistevano strumenti rilevatori a portata di tutti. Questo mette tutti noi in grado di dimostrare la assoluta realtà dell'energia sottile, a noi stessi e ad altri.
L'energia eterica è da sempre nota a tutte le culture di ogni tempo e luogo, con diversi nomi (etere, prana, tchi, ki, mana, od, forza odica, ecc.). L'energia eterica fu riscoperta in tempi recenti dal grande Wilhelm Reich, che la chiamò "orgone" e ne chiarì moltissimi aspetti.
La scienza ufficiale non riconosce l'esistenza dell'energia eterica, per diversi motivi.
Il primo è un equivoco sorto con i tentativi di confermare scientificamente il concetto filosofico di etere, inteso come supporto della trasmissione nel vuoto dell'elettromagnetismo: l'esperimento più famoso, quello di Michelson-Morley fu ritenuto fallito, e la questione dell'etere fu abbandonata del tutto. Da allora, quando gli scienziati "seri" sentono la parola "etere" immediatamente la ricollegano all'esperimento suddetto e, pur essendo tutt'altro, il discorso è chiuso.
Un altro motivo di non riconoscimento dell'energia eterica, è che essa venne (abbastanza giustamente) assimilata al cosiddetto mesmerismo, una forma di terapia collettiva ideata da Mesmer, la quale produceva strani fenomeni che successivamente vennero identificati e spiegati come frutto di ipnosi, del tutto erroneamente.
Vi furono anche altri fraintendimenti, e il risultato finale fu, ed ancora è, che nella scienza ufficiale moderna non c'è posto per l'energia eterica. Il suo ultimo riscopritore, Wilhelm Reich, avrebbe potuto vincere l'ostracismo verso l'energia eterica, ma con le sue pubblicazioni ebbe il torto di sfidare il più grande tabù del suo tempo, quello del sesso (poiché l'energia eterica ha molto a che fare con esso), cosa per la quale venne dapprima ostacolato, poi addirittura perseguitato dal governo degli Stati Uniti, fino alla distruzione dei suoi lavori e alla sua morte in carcere.
...job...
Entropia negativa
La prima caratteristica più importante dell'energia eterica, da tenere sempre ben presente per comprendere le sue manifestazioni, è che essa ha una entropia negativa, a differenza delle altre energie conosciute, le quali hanno una entropia positiva. Significa che mentre le energie conosciute tendono a disperdersi, l'energia eterica tende a concentrarsi spontaneamente. Ancora, per capire meglio: il calore tende a passare da un corpo più caldo a uno più freddo; invece se accostiamo due oggetti uguali con diversa carica eterica, questa tenderà ad andare verso l'oggetto più carico, rafforzando la sua carica, e indebolendo quella dell'altro. Ma questo processo non va avanti più di tanto, perché l'equilibrio viene raggiunto quando l'oggetto più "forte" raggiunge il suo punto di equilibrio relativo, rispetto alla sua "capacità eterica specifica", e rispetto anche alla carica dell'ambiente circostante, e lo stesso vale per l'oggetto più "debole", che non può indebolirsi oltre un certo punto. La "capacità eterica specifica" è la misura della capacità di un oggetto, secondo il materiale, la forma e le dimensioni, di accumulare energia eterica. Ogni materiale è diverso, alcuni possono trattenere poca o pochissima energia, altri molta, o moltissima, secondo la struttura, sia a livello microscopico (struttura molecolare) che macroscopico (materiale più o meno compatto, porosità, ecc.)..
Permeabilità, conducibilità e accumulabilità nella materia
La seconda caratteristica più importante dell'energia eterica, anche questa da tenere sempre ben presente, è che nei suoi movimenti attraversa qualsiasi cosa, ma con velocità, quantità e motilità diverse, secondo il materiale.
Possiamo essenzialmente distinguere fra metalli e materiali organici (fra ultimi sono inclusi quasi tutti i composti polimerici). Nei materiali organici l'energia eterica viene assorbita lentamente e trattenuta. Nei metalli invece si trasmette velocemente e, quando carichi, l'eccesso è subito liberato.
Strati alternati multipli di metallo e materiale organico tendono a far fluire l'energia eterica in essi contenuta in un solo verso, dall'organico al metallo, e se l'ultimo strato è un metallo, questo tenderà a rilasciarlo. Costruendo una scatola a strati organici/metallici alternati con organico all'esterno e metallico all'interno, si ottiene un cosiddetto "accumulatore orgonico" o ORAC, inventato da Wilhelm Reich.
Se si crea un composto di materiale organico e di piccole parti metalliche (per esempio resina sintetica e polvere metallica), il risultato è un materiale capace di trattenere più energia eterica di un corpo di pari volume e forma composto di solo materiale organico o metallico. Più le particelle metalliche sono piccole, maggiore è la capacità di accumulo, ma più aumenta la carica, e viceversa. Un tale materiale, scoperto da Karl Wekz, è detto Orgonite.
Sensibilità al pensiero
La terza caratteristica più importante dell'energia eterica, forse la più difficile da accettare, è che essa è sensibile al pensiero... Lo è perché, ad ottave più alte, è la "sostanza" energetica di cui è fatto il pensiero stesso, che è tutt'altro che immateriale. Si ha tutto il diritto di rifiutare questa asserzione in prima istanza ma, che piaccia o meno, è proprio così. Lo psichismo, infatti, può essere descritto come un "groviglio" di percorsi filiformi e campi, fatti proprio di energia eterica e mentale (quest'ultima è energia ad un livello ancora più "sottile" dell'eterica. Quello che qui preme evidenziare, è che di conseguenza l'energia eterica, sia quella nel corpo che quella esterna, tende a seguire l'attenzione e la volontà. Questo semplice fatto rende le sperimentazioni difficili da pianificare, e i risultati spesso sono imprevisti, essendo sempre in agguato l'influenza dello sperimentatore, che lui lo sappia o no. Ed è per questo preciso motivo che assai spesso a chi è "scettico" gli esperimenti non riescono: la convinzione inconscia blocca tutto, o interferisce pesantemente. "Comodo" - essi diranno - "così è pronta la spiegazione per ogni fallimento!"... Spiacente, ma è proprio così: chi è scettico a priori, si taglia fuori da solo.
Autostrutturazione in vortici
L'energia eterica ha una capacità intrinseca di autostrutturarsi, che gli deriva direttamente dall'avere una entropia negativa (ricordiamolo ancora, tende ad accumularsi anziché disperdersi).
Una buona teoria dice che l'energia eteica ha la proprietà naturale di manifestarsi e muoversi in vortici (immagine a destra). Ma questa è solo una semplificazione, perché in effetti i vortici non sono tali solo ad una certa scala (per esempio, vortici di 10 cm di diametro), ma è la struttura stessa dell'etere che presenta vortici a dimensione 'frattale', che cioè si ripete su se stessa ad ogni scala. Per capirci, un insieme di microvortici sono disposti in modo da creare un vortice più grande, e questo a sua volta è componente di un vortice più grande, e così via, in entrambe le 'direzioni' di grandezza, forse senza un limite (seconda immagine a destra).
Questa teoria renderebbe finalmente comprensibile il perché questa energia possa mettere in movimento strutture circolari quasi di ogni materiale e grandezza (purché abbastanza leggere), con un moto orientato rispetto al gradiente del campo, o rispetto alla direzione del flusso.
Ecco dunque perché ruotano il V.I., il Rotorgon e tutti i dispositivi simili. Ma la conseguenza più importante è che l'energia eterica è l'energia strutturante che porta alla vita la materia bruta. In natura la frattalità è osservabile ovunque, dai cristalli ai viventi. Qui mi fermo perché l'argomento diviene troppo complesso da trattare in poche righe.
Provenienza e movimento
L'energia eterica proviene dallo spazio, per lo più generata dal Sole, e fluisce ininterrottamente lungo la superficie terrestre, pressappoco da Ovest-Sud-Ovest. Il flusso è più forte di giorno che di notte, e con intensità anche molto diversa secondo l'ora, la località geografica e la conformazione della casa stessa (per la variazione oraria vedere grafico a destra). Inoltre, quando il tempo è bello e asciutto l'energia eterica è intensa e vicina alla superficie terrestre. Invece col tempo brutto l'energia al suolo è poca perché resta intrappolata perlopiù negli strati alti della biosfera, a causa della sua grande affinità per l'acqua contenuta nell'aria umida.
.....job.....
Come già accennato, l'energia eterica costituisce l'inviluppo energetico strutturato che permea e circonda tutti i viventi.
Ognuno di noi ha un suo livello base di energia, secondo la propria costituzione psichica e fisica, aumentabile con allenamento e concentrazione. Si può anche incrementare la propria energia dormendo di più, e soprattutto sprecandone di meno. Bisogna sapere che si spreca moltissima energia quando si parla continuamente a se stessi (nel cosiddetto "dialogo interiore"), quando si vivono emozioni forti, quando si guarda la tv (specie se cose emotivamente coinvolgenti, come passioni e violenza), quando si costringe il corpo ad un superlavoro per disintossicarsi (a causa del "cibo spazzatura", innaturale e pieno di schifezze chimiche). Invece si accumula molta energia quando si medita (specie con la meditazione trascendentale, specialmente se praticata in un ambiente naturale incontaminato).
Come si può dimostrare che la ruota non giri per cause diverse dalla bioenergia?
Grazie alla altissima sensibilità del V.I., si possono facilmente organizzare esperimenti e dimostrazioni. Ecco qualche esempio di possibili contestazioni degli "scettici", e come confutarle.
Ipotesi n. 1: la ruota gira per effetto di correnti d'aria nella stanza.
Confutazione: coprire il V.I. con una campana di plastica porta DVD/CD, o in una scatola trasparente da bomboniere, oppure sotto una cupoletta fatta sagomando una busta di plastica, avvicinare la mano e attendere almeno un minuto (secondo i materiali) affinché l'energia inizi a passare attraverso l'ostacolo. Facendo invece un semplice cilindro di sottile carta da stampante attorno allo strumento, il passaggio sarà quasi immediato. L'energia passa anche sotto una pesante campana di vetro, ma in tal caso bisogna attendere qualche mnuto. Messa la mano e atteso il tempo necessario, il V.I. ...gira lo stesso!
Ipotesi n. 2: la ruota gira per effetto del calore delle mani (infrarosso).
Confutazione: si mette un guanto (da sci, o di pelle) nel freezer affinché si raffreddi fin quasi a gelare, poi si indossa rapidamente e si avvicina la mano al V.I. ...che gira lo stesso!
Ipotesi n. 3: la ruota gira per effetto di cariche elettrostatiche delle mani.
Confutazione: semplicemente ci si sciacquano le mani per annullare le cariche locali, poi si tocca il rubinetto per scaricare a terra eventuali cariche su tutto il corpo, e infine si mette la mano vicino il V.I. ...che gira lo stesso!
Ipotesi n. 4: la ruota gira per effetto di campi elettromagnetici provenienti dall'ambiente (cavi elettrici, ecc.).
Confutazione: si mette il V.I. in una "gabbia di Faraday" (per esempio un contenitore fatto con rete antizanzare metallica), e si avvicina la mano dall'esterno al V.I. ...che gira lo stesso!
- NOTA: è necessario attendere un po', sempre con la mano vicino, e la rotazione è lentissima, dell'ordine di 3-10 punte al minuto. Una possibile spiegazione per questo ritardo potrebbe essere che il metallo dello schermo deve assorbire abbastanza energia eterica, prima di consentirne il passaggio, e comunque la diffonde e disperde nel metallo stesso.
Ipotesi n. 5: la ruota gira per effetto della luce che la investe.
Confutazione: semplicemente si realizza il buio completo nell'ambiente, tenendo a portata di mano l'interruttore della luce (o una piccola torcia elettrica), poi al tatto si mette la mano in posizione vicino il V.I., e dopo un po' si accende la luce (la rotella ha una sua inerzia, e non può partire di colpo quando accendete la luce!). Nonostante il buio si vedrà che la ruota stava girando lo stesso!
- NOTA: va qui però anche specificato che una luce intensa può operare un vero e proprio "trascinamento" dell'energia eterica presente nell'aria, a causa della pressione fotonica, dando quindi l'erronea impressione di essere la luce stessa a far ruotare il V.I.. Un esperimento accurato può escludere totalmente che possa girare per la pressione dei fotoni incidenti.
Ipotesi n. 6: la ruota gira per effetto del campo magnetico terrestre, o di un campo magnetico locale.
Confutazione: mettete un magnete abbastanza vicino al V.I., in modo che il suo campo sia molto più forte di qualsiasi campo ambientale, e avvicinate la mano ...la rotella non è influenzata dal magnete in qualsiasi posizione, e gira lo stesso!
- NOTA: è necessario prima assicurarsi che il V.I. non abbia una significativa carica elettrostatica, altrimenti questa potrebbe interagire col campo magnetico.
Altre possibili sperimentazioni e osservazioni:
Osservazione n. 1: in certi luoghi la ruota del V.I. gira lentamente anche da sola, secondo il flusso locale di energia, ma lo fa in misura diversa se collocata in punti diversi dell'edificio, secondo lo spessore, la natura e la forma degli ostacoli. In montagna il flusso è più intenso che in pianura, specialmente vicino alle vette. Tenendo presente che il flusso terrestre viene da Sud-Ovest, potete valutare i punti più energetici di un luogo, e anche sperimentare schermi di diversi materiali e forme.
Osservazione n. 2: il naturale flusso di energia varia moltissimo secondo l'ora, perché viene in gran parte dal Sole. Con il V.I. si può confrontare le diverse velocità e confermare la variazione oraria (confrontare col grafco riportato più su).
Osservazione n. 3: è facile constatare che quasi ogni parte del corpo fa ruotare il V.I., anche se è molto più facile dirigere l'energia nelle mani. Il nostro corpo non emette energia solo dalle mani, ma lo fa da tutto il corpo, con intensità diverse, originando la cosiddetta "aura". L'energia entra ed esce, secondo un complicato schema, ed inverte periodicamente la sua direzione. Mettendo il V.I. vicino ai punti dove le diverse direzioni si incontrano (p.es., i polsi), la rotella non gira più con continuità, ma inizia ad oscillare avanti e indietro, seguendo la pulsazione dell'aura (ricercare con pazienza i punti adatti).
Osservazione n. 4: con un po' di allenamento si potrà far ruotare il V.I. anche solamente guardandolo, senza avvicinare le mani, ed anche mandarlo nella direzione voluta. Ma è soprattutto l'inconscio che comanda l'energia, non la mente consapevole. Si può facilmente verificare che con uno stato di relax la rotazione è maggiore, mentre lo stress può bloccare del tutto la rotazione.
Osservazione n. 5: possedendo due V.I., si possono far ruotare simultaneamente, uno per mano, ma in direzioni diverse, perché generalmente la direzione del flusso di energia su un lato del corpo è complementare all'altro, e si inverte periodicamente.
Osservazione n. 6: da alcuni indizi raccolti, sembra che la conversione dall'energia eterica all'energia meccanica che fa ruotare il V.I. sia reversibile, come in una dinamo. Con il V.I. è facilmente verificabile: si lascia il V.I. ben chiuso dalla sua cupolina in plexiglas, e si appoggia su un tavolo, accertandosi che la ruota possa ruotare del tutto liberamente, quindi si danno più colpetti laterali per far ruotare tutto il V.I., e, quando ha preso velocità, lo si ferma di colpo e si ritira subito la mano, in modo che la ruota possa continuare a girare finché si ferma. Se si osserva attentamente, si vedrà che al termine del movimento la rotella torna un po' indietro, come per scaricare l'energia accumulata durante la rotazione forzata!
- NOTA: non tutti i V.I. riescono a ruotare liberamente con il coperchio chiuso, perché c'è una piccolissima differenza fra due lotti di produzione diversi. Se quello posseduto non girasse liberamente anche chiuso, basterà sollevare di pochissimo il coperchio.
Osservazione n. 7: Un puntatore laser e una cellula fotovoltaica possono essere disposti in modo che quest'ultima capti a distanza il riflesso del laser sui dentini della girante del V.I.. Usando quindi un frequenzimetro/contatore per leggere gli impulsi all'uscita della cellula, sarà possibile misurare precisamente le RPM (rotazioni per minuto), e quindi l'intensità del campo eterico, senza interferirvi in modo sostanziale.
Osservazione n. 8: Ecco come controllare il verso di rotazione del V.I. con l'orientamento della mano (quindi non con la PK o con la volontà). Usare la mano più "energetica", ma non metterla a coppa. Si uniscano invece l'indice e il medio (come quando si fa la "pistola" con la mano). Puntare il V.I. un po' dall'alto e di lato, visualizzando il "getto" di energia che esce dalle dita e colpisce la ruota su una metà (fare qualche prova per trovare il punto più efficiente). Il V.I. gira come se si soffiasse su quel lato della ruota. Se poi si cambia lato, questa prima frena pian piano, e poi riparte al contrario...
XmX
ATTENZIONE: questa pagina sarà aggiornata con le nuove osservazioni!